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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Generazione Z, il caro vita guida la protesta in rete

Lo studio Demoskopika analizza 24.060 contenuti: il 61,6% sostiene la mobilitazione, Instagram registra più dissenso

La Generazione Z sostiene in maggioranza la mobilitazione e indica nel costo della vita la principale preoccupazione emersa in rete.

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Dalla rete alle piazze

Secondo i ricercatori di Demoskopika, i giovani stanno usando i social per organizzare iniziative concrete, senza considerarli più sufficienti a rappresentare da soli valori e richieste. «Lo schermo non sostituisce più la piazza: la prepara», hanno spiegato, descrivendo un rapporto tra partecipazione digitale e presenza fisica diverso da quello delle generazioni precedenti.

L’analisi non consente ancora di stabilire se questo comportamento rifletta una scelta maturata nel tempo oppure la risposta alla mobilitazione di queste settimane. Per gli studiosi, il dato da osservare sarà la capacità di continuare a trasformare la comunicazione in rete in partecipazione nella vita reale.


Le preoccupazioni più diffuse

Nei contenuti esaminati, il tema più ricorrente è stato il costo della vita, seguito dall’istruzione. Al lavoro e alla violenza è stata riservata un’attenzione minore, mentre il futuro è comparso solo raramente nelle discussioni.

La tensione rilevata nei messaggi digitali è risultata più legata all’indignazione che alla paura. L’Indice di Tensione Giovanile ha raggiunto 40,8 punti, un livello classificato come moderato, con il picco il 21 ottobre, quando ha oltrepassato la soglia della tensione alta dopo il decreto sicurezza.

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Il sostegno alla mobilitazione

Il 61,6% dei giovani analizzati ha espresso un orientamento favorevole alla protesta. Il 17,3% ha invece manifestato contrarietà, percentuale salita al 32,2% nei contenuti pubblicati su Instagram.

Il quadro restituisce quindi una Generazione Z coinvolta, ma non uniforme nelle posizioni. La rete viene utilizzata per convocare persone, diffondere appelli e alimentare la presenza nelle strade, mentre le opinioni sulla mobilitazione restano articolate.


I contenuti esaminati

Demoskopika ha preso in considerazione 24.060 materiali pubblici diffusi tra l’8 e il 25 ottobre 2026. Il corpus comprendeva 3.383 video e post pubblicati su TikTok e Instagram, 9.817 commenti e 10.860 post condivisi su X.

I ricercatori hanno inoltre classificato singolarmente 2.000 commenti e affiancato questi dati alle ricerche nazionali e regionali registrate da Google Trends. L’indice è stato elaborato proprio per misurare, su una scala da 0 a 100, il livello di tensione espresso negli spazi digitali frequentati dai giovani.

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