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Cronaca 1 min di lettura39 min fa

Quattro mesi per lo stop al treno e la fuga sui pedali

Il giovane, fermato in Valle di Susa, ha tentato di allontanarsi in bicicletta dopo l’arrivo della polizia: un agente è rimasto ferito.

La vicenda si è chiusa con una condanna a quattro mesi di reclusione, sospesa, per un giovane straniero accusato di aver bloccato un convoglio e di aver reagito all’intervento della polizia. Il processo si è svolto a Torino con rito abbreviato e giudizio direttissimo.

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La fuga dopo l’intervento della polizia

L’episodio risale al 20 ottobre e si è verificato in una stazione ferroviaria della Valle di Susa. Secondo quanto ricostruito, il treno sarebbe stato fermato perché una passeggera aveva lasciato a bordo una borsetta.

Quando gli agenti sono arrivati per chiedere chiarimenti, il giovane ha riferito di non aver compreso bene l’italiano e di essersi spaventato. Ha quindi provato ad andarsene usando la bicicletta che aveva con sé, trascinando per alcuni metri uno dei poliziotti che cercava di fermarlo.


Un agente ferito e dieci giorni di prognosi

Nel tentativo di bloccare il ragazzo, l’agente è caduto e ha riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Il giovane è stato arrestato in flagranza con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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Durante l’udienza ha spiegato la propria reazione con poche parole: «Mi ero spaventato». Per poter seguire il procedimento, l’imputato è stato assistito da un interprete, considerata la sua difficoltà nella comprensione della lingua italiana.


Scarcerazione prima della sentenza

In sede di convalida, la difesa, rappresentata dall’avvocata Sabrina Militello, ha chiesto la liberazione dell’imputato. Il giudice ha accolto la richiesta, ritenendo assenti le esigenze cautelari.

La sentenza ha infine stabilito una pena di quattro mesi di carcere con sospensione condizionale. Il procedimento si è concluso con il rito abbreviato, contestualmente al giudizio direttissimo.

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