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Cronaca 2 min di lettura11 ore fa

Quando i ragazzi parlano, la scuola cambia: la sfida di Save the Children

Il progetto Fuoriclasse in Movimento trasforma le idee degli studenti in iniziative concrete per rafforzare partecipazione, inclusione e contrasto alle disuguaglianze.

L’ascolto degli studenti può diventare uno strumento concreto per rendere la scuola più inclusiva e prevenire il rischio di abbandono. È questo il principio alla base di Fuoriclasse in Movimento, presentato all’I.C. Ennio Morricone di Roma da Save the Children.


Le idee degli studenti diventano realtà

Secondo Giancarla Pancione, direttrice Marketing, Fundraising & Brand di Save the Children, il valore distintivo del progetto sta nel collegamento diretto tra ciò che i ragazzi segnalano e le attività che vengono poi realizzate all’interno dell’istituto. Non si tratta quindi soltanto di raccogliere opinioni, ma di trasformarle in interventi visibili nella vita scolastica.

«I ragazzi non si sentono solo ascoltati, ma vedono che il nostro ascolto diventa poi un’attività svolta direttamente dalla scuola», ha spiegato Pancione durante la presentazione. Le proposte riguardano sia l’organizzazione scolastica sia il modo in cui gli studenti possono contribuire alla vita della comunità in cui vivono.


Prevenire l’abbandono prima della crisi

Per Save the Children, la dispersione scolastica non nasce improvvisamente. Il distacco comincia quando gli studenti smettono gradualmente di sentirsi parte della comunità scolastica e iniziano a incontrare difficoltà sempre più frequenti.

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«Cerchiamo di agire all’inizio del percorso scolastico», ha sottolineato Pancione, indicando nella partecipazione e nella capacità di ascolto due strumenti da affiancare all’apprendimento delle competenze di base. L’obiettivo è intervenire prima che il disagio si trasformi in una rottura definitiva del rapporto con la scuola.


Un’alleanza per una scuola inclusiva

Il programma è stato sostenuto anche da Unicredit, in una collaborazione tra un’organizzazione senza scopo di lucro e un’impresa. Per Pancione, questo tipo di alleanza consente alle attività di entrare stabilmente nella quotidianità degli istituti, invece di rimanere esperienze isolate.

Il risultato atteso è una scuola più capace di coinvolgere i propri studenti e di ridurre le disuguaglianze. Il protagonismo dei ragazzi, unito al lavoro degli adulti e della comunità scolastica, diventa così parte integrante del percorso educativo.

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