Putignano, la morte di Petrarola cambia scenario: un arresto per caporalato
La Procura di Bari ritiene che il 35enne, deceduto nell’ottobre 2024, sia stato aggredito e sfruttato nel lavoro agricolo.
La morte di Giuseppe Petrarola, 35 anni, non sarebbe stata provocata da una semplice caduta durante la raccolta delle olive. A quasi due anni dal decesso, avvenuto il 16 ottobre 2024 a Putignano, la Procura della Repubblica di Bari ipotizza un caso di omicidio collegato allo sfruttamento lavorativo.
Nelle prime ore della mattina i carabinieri hanno avviato un’operazione coordinata dagli inquirenti baresi, culminata nell’arresto di una persona. Il destinatario del provvedimento è ritenuto responsabile, secondo l’impostazione accusatoria, sia della morte del lavoratore sia delle condotte di sfruttamento.
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Le lesioni hanno riaperto il caso
Petrarola era stato trovato con numerosi traumi distribuiti in diverse zone del corpo. In un primo momento si era valutata l’ipotesi di un incidente: il lavoratore avrebbe potuto cadere da un albero mentre era impegnato nella raccolta delle olive.
La natura delle ferite, tuttavia, aveva sollevato dubbi sull’accaduto. Gli investigatori hanno quindi preso in considerazione una ricostruzione diversa, compatibile con un pestaggio e non con una caduta accidentale.
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Un arresto dopo quasi due anni
L’indagine ha portato ora a una svolta con una misura cautelare eseguita dai carabinieri. L’ipotesi è che il 35enne sia stato vittima di caporalato e che lo sfruttamento del lavoro sia collegato alla violenza che ne avrebbe causato il decesso.
Ulteriori elementi sull’arresto, sulle contestazioni e sulla dinamica dei fatti dovrebbero essere illustrati durante una conferenza stampa convocata in mattinata negli uffici della Procura di Bari. Fino a quel momento, il quadro resta quello delineato dagli investigatori e dall’accusa.
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