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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Puglia, stop ai pomodori crudi: cosa cambia nelle mense

Il richiamo di un lotto e l’indagine sulla filiera seguono diversi episodi di salmonellosi: nelle strutture pubbliche arrivano verdure cotte al posto dei pomodori freschi.

La sezione regionale pugliese per la sicurezza alimentare ha individuato i distributori dei pomodori finiti sotto osservazione. Il Ministero della Salute ha disposto il richiamo del lotto, così da impedirne la vendita qualora fosse ancora presente sul mercato, mentre prosegue la ricostruzione della filiera per accertare il punto della possibile contaminazione.


I casi aumentano tra Puglia e Sicilia

In Puglia sono stati confermati 37 casi di salmonellosi. A questi si aggiunge una ventina di persone collegate all’episodio registrato a Turi, nel Barese, dopo una cena aziendale: la presenza di invitati arrivati da altre regioni rende ancora provvisorio il bilancio complessivo.

Un ulteriore focolaio è emerso in un asilo nido comunale di Brindisi, dove l’infezione ha interessato 14 tra bambini ed educatori. Le verifiche sanitarie svolte finora hanno collegato i casi al consumo di pomodorini freschi non cotti provenienti dalla Sicilia, senza che l’indagine sulla contaminazione della filiera sia ancora conclusa.


Niente pomodori crudi nei pasti

Per ridurre i rischi durante gli accertamenti, le aziende sanitarie pugliesi hanno ordinato la sospensione immediata e temporanea dell’impiego di pomodori freschi crudi nei servizi di ristorazione scolastica, ospedaliera e socio-assistenziale. La disposizione interessa scuole, asili, ospedali, case di cura e strutture gestite sia dal pubblico sia da privati.

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Nei menu, i pomodori dovranno essere rimpiazzati con altri ortaggi cotti. La Asl ha trasmesso le indicazioni ai Comuni, ai gestori delle mense e alle direzioni sanitarie, spiegando che la misura serve a completare la tracciabilità dell’intera catena alimentare, dalla produzione alla distribuzione e al consumo.


A Bari nessun caso nelle scuole

Il Comune di Bari ha chiesto alla società incaricata della refezione scolastica di applicare subito le prescrizioni ricevute dalla Asl. L’amministrazione ha precisato che negli istituti cittadini non risultano episodi riconducibili alle segnalazioni che hanno portato al provvedimento.

La sostituzione degli alimenti sarà comunicata alle famiglie dall’inizio della prossima settimana, mentre il servizio continuerà senza interruzioni. Palazzo di Città ha inoltre ricordato che preparazione, igienizzazione e sanificazione dei pasti seguono procedure definite e sono sottoposte a controlli regolari; il divieto resterà in vigore fino a nuove indicazioni dell’autorità sanitaria.

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