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Cronaca 2 min di lettura54 min fa

Proteste giovanili, l’allarme di Terragni: «Non diventate un’armata inconsapevole»

La Garante per l’infanzia chiede di ascoltare le richieste dei ragazzi e di metterli in guardia dal rischio di manipolazioni attraverso social e messaggistica.

Dietro le recenti manifestazioni che hanno coinvolto numerosi adolescenti in Italia e in altre città europee potrebbe inserirsi anche chi punta a orientare il malcontento verso obiettivi estranei alle rivendicazioni originarie. È l’avvertimento di Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, intervenuta dopo gli incidenti avvenuti durante alcuni cortei.

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Il rischio di una protesta guidata da altri

Secondo Terragni, la presenza massiccia di minorenni impone agli adulti una doppia responsabilità: comprendere le ragioni della mobilitazione e aiutare i giovani a riconoscere eventuali tentativi di strumentalizzazione. Genitori, docenti ed educatori dovrebbero quindi accogliere le loro istanze, senza trascurare i pericoli legati alla propaganda e alla cosiddetta guerra ibrida.

La Garante ha spiegato che social e applicazioni di messaggistica possono consentire a soggetti esterni di assumere un ruolo direttivo all’interno di movimenti spontanei, privi di una struttura organizzativa riconoscibile. In questo modo, ragazze e ragazzi rischierebbero di essere trasformati in uno strumento inconsapevole per interessi lontani, o addirittura contrari, alle ragioni che li hanno portati in piazza.


L’appello a informare i minorenni

Terragni ha invitato gli inquirenti a chiarire rapidamente se vi siano persone impegnate ad alimentare il disordine sociale. Nel frattempo, sostiene che i giovani debbano essere informati della possibilità di diventare una forza utilizzata da interessi esterni, fino a essere ridotti a una sorta di “proletariato marginale europeo” al servizio di obiettivi che non condividono.

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La Garante ha inoltre richiamato il divario tra i diritti di cui godono i ragazzi nelle società europee e le libertà molto più limitate presenti in altri contesti eventualmente coinvolti in strategie destabilizzanti. Da qui la necessità, a suo giudizio, di un’educazione civica capace di unire ascolto, consapevolezza e attenzione alle dinamiche della comunicazione digitale.


L’analisi chiesta da Mattarella

Nel suo ragionamento Terragni ha ricordato anche le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha richiamato l’esistenza di “soggetti inediti” e la necessità di esaminarne il ruolo con attenzione. Il capo dello Stato ha inoltre sollecitato una vigilanza adeguata, tema che la Garante considera centrale nell’attuale fase politica e sociale.

La richiesta finale è rivolta a tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento: ascoltare le nuove generazioni, rispondere alle loro domande e, nello stesso tempo, renderle più consapevoli dei rischi che possono accompagnare una protesta spontanea. Terragni ha definito questo impegno particolarmente urgente in un momento storico segnato da forti tensioni.

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