Presena, la scena che mostra il ghiaccio in ritirata
Sul passo Presena, a 3.000 metri di quota, una performance ambientale trasforma il movimento di un gruppo di persone in un’immagine del cambiamento che interessa il paesaggio glaciale.
I partecipanti prima si raccolgono, poi si separano progressivamente, lasciando emergere il terreno sottostante.
Una coreografia diventa denuncia
Gli ambientalisti formano inizialmente una massa compatta, quasi un solo corpo. La figura resta unita per un momento, prima di iniziare a disgregarsi lentamente.
Quando il gruppo si apre, la scena cambia aspetto: le persone arretrano e tra loro compaiono porzioni di suolo privo di copertura, insieme a pietrisco. Il gesto collettivo non viene presentato come semplice rappresentazione teatrale, ma come una restituzione visiva del fenomeno osservato sul posto.
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Il paesaggio che perde ghiaccio
La sequenza sul Presena richiama il ritiro della superficie glaciale e il progressivo affiorare della terra. La trasformazione viene affidata ai corpi dei partecipanti, che rendono visibile con il movimento ciò che normalmente si manifesta nel tempo.
Il risultato è un’immagine essenziale: là dove il gruppo era compatto resta uno spazio frammentato, segnato da terreno nudo e detriti. È questa evoluzione, ambientata a una quota di 3.000 metri, a dare alla performance il suo significato legato alla crisi dei ghiacciai italiani.
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