Post-it e fascicolo Garofano: la domanda che scuote il caso Garlasco
Una verifica sulla grafia di alcune annotazioni potrebbe chiarire come gli atti su Andrea Sempio siano arrivati alla sua difesa.
Una possibile anomalia documentale potrebbe aprire un nuovo capitolo nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Gli investigatori stanno infatti verificando se una grafia presente su un post-it possa ricondurre a chi ebbe accesso a materiale giudiziario in un momento non previsto.
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La verifica può cambiare tutto
Il confronto tra le scritte è ancora in corso e non offre, al momento, conclusioni definitive. Sarà necessario stabilire se le annotazioni siano davvero attribuibili al generale Garofano e ricostruire il percorso seguito da quei documenti dopo la loro uscita dagli uffici giudiziari.
L’eventuale corrispondenza calligrafica, da sola, non basterebbe a chiarire l’intera vicenda. Potrebbe però fornire agli inquirenti un elemento utile per capire se si tratti di una semplice coincidenza oppure della traccia di un accesso non autorizzato agli atti.
Il post-it segnalato a Ore 11
Il caso è stato affrontato da Milo Infante durante Ore 11, con attenzione alla presenza di un foglietto adesivo nella copia del fascicolo conservata dal generale Garofano, che in passato aveva svolto il ruolo di consulente di Andrea Sempio. Proprio quel dettaglio ha fatto sorgere interrogativi sulla provenienza delle carte.
Infante ha riassunto il nodo della vicenda con queste parole: «Il punto è che questo post-it, su questo fascicolo, non doveva essere presente». Il giornalista ha aggiunto che, qualora la grafia fosse quella di Garofano, occorrerebbe capire perché quei materiali fossero nella sua disponibilità in una fase in cui non avrebbe dovuto averli.
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Il secondo fronte dell’indagine
La questione si inserisce nell’attività della Procura di Pavia, che accanto all’indagine principale sull’omicidio di Chiara Poggi sta esaminando una distinta ipotesi di corruzione. Il fascicolo è seguito dal procuratore aggiunto Stefano Civardi, impegnato nell’analisi della documentazione trasmessa da Brescia.
Tra gli elementi passati al vaglio figurano diversi appunti scritti a mano. L’interrogativo centrale riguarda l’arrivo nelle mani della difesa di Sempio dei primi atti investigativi che lo riguardavano: l’autorità giudiziaria dovrà ora chiarire chi li abbia resi disponibili e con quali modalità.
Le grafie sotto esame
L’attenzione degli investigatori si è concentrata su una possibile somiglianza tra alcune annotazioni incluse nel fascicolo della procura generale e le scritte presenti sul post-it rinvenuto nella copia attribuita al generale Garofano. Il raffronto tecnico dovrà stabilire se esista una reale compatibilità tra quei tratti.
Per ora non è stata accertata alcuna responsabilità e l’ipotesi resta da dimostrare. Solo gli esami sulla scrittura e la ricostruzione della circolazione degli atti potranno indicare se il foglietto rappresenti un indizio concreto oppure un elemento privo di rilievo investigativo.
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