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Cronaca 2 min di lettura13 min fa

Pompe vuote e presidi: il Sud teme il blocco dei trasporti

La protesta degli autotrasportatori si allarga tra Calabria, Puglia e Sicilia, mentre la carenza di carburante colpisce diverse province e il governo convoca un tavolo per il 27 ottobre.

In Calabria i camionisti si mobilitano da oggi, mentre in Puglia le manifestazioni proseguono da giorni e la Sicilia si prepara a scendere in strada. Nel frattempo, in diverse città le scorte di benzina e gasolio stanno terminando: una situazione che rischia di aggravare i disagi alla mobilità e alla distribuzione delle merci.

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Pompe a secco e viabilità sotto pressione

Nel Foggiano quasi tutti i distributori risultano privi di carburante. A Cosenza la maggior parte delle stazioni di servizio ha esaurito le riserve di benzina e gasolio, provocando code e difficoltà negli spostamenti urbani; il fenomeno si sta estendendo anche a Catanzaro e ad altre province calabresi.

La crisi della distribuzione è collegata anche allo sciopero nella raffineria di Taranto, che sta incidendo sui rifornimenti diretti verso Puglia e Calabria. In Basilicata e nella stessa Calabria cresce l'allarme, con automobilisti costretti ad attendere a lungo davanti alle poche pompe ancora operative.


In Calabria quindici presidi

La mobilitazione calabrese non prevede, per ora, blocchi stradali veri e propri. I mezzi pesanti vengono collocati ai margini delle carreggiate sotto la vigilanza delle forze dell'ordine, ma il restringimento della sede stradale potrebbe comunque rallentare il traffico.

Sono circa quindici i punti di protesta individuati nella regione. Tra questi figurano l'area dell'aeroporto di Lamezia Terme, il porto di Gioia Tauro e alcuni svincoli della A2 nel Cosentino. Le iniziative degli autotrasportatori si aggiungono ai presidi degli agricoltori già presenti sul territorio.

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Il governo convoca le associazioni

La mobilitazione non è stata proclamata dalle principali organizzazioni di categoria. Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, ha parlato di iniziative nate dalla difficoltà economica degli imprenditori e ha avvertito: «Chiediamo al governo una urgente convocazione ad horas delle associazioni d'autotrasporto, altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si bloccherà il paese».

Anche Unatras, l'Unione Nazionale delle Associazioni dell'Autotrasporto Merci, descrive una situazione ormai insostenibile e chiede risposte immediate. Al centro della protesta c'è il mancato arrivo degli aiuti approvati a maggio per compensare il rincaro del gasolio, insieme alla richiesta di nuove risorse alla luce dell'ulteriore aumento dei costi.

Dopo le pressioni delle associazioni, l'esecutivo ha fissato un incontro per il 27 ottobre al ministero dei Trasporti. I sindacati metalmeccanici coinvolti nella protesta della raffineria di Taranto avrebbero inoltre accettato di rimuovere i blocchi in seguito alla convocazione.

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