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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Pivetti, la Cassazione riapre il caso: nuovo processo a Milano

La Suprema Corte annulla la condanna a 4 anni per evasione fiscale e riciclaggio e chiede ai giudici milanesi una nuova valutazione delle prove.

La condanna di Irene Pivetti dovrà essere riesaminata in appello. La Cassazione ha infatti annullato con rinvio la decisione di primo e secondo grado, disponendo un nuovo giudizio a Milano sulla vicenda delle tre Ferrari Granturismo cedute nel 2016 al gruppo cinese Daohe.


Le prove difensive finiscono al centro

Nelle motivazioni depositate dopo la decisione del 9 luglio, i giudici della Suprema Corte contestano il modo in cui è stata costruita la motivazione della sentenza. Secondo la Cassazione, i documenti presentati dalla difesa sarebbero stati ridimensionati, mentre alle dichiarazioni di un testimone sarebbe stato attribuito un peso rilevante senza spiegare in maniera adeguata come ne fosse stata verificata l’attendibilità.

La Corte rileva inoltre che le argomentazioni della difesa, riproposte anche durante il giudizio d’appello, non sarebbero state affrontate in modo completo. Da qui la necessità di affidare il caso a un nuovo collegio della Corte d’Appello di Milano, che dovrà esaminare nuovamente gli elementi alla base dell’accusa.


Pivetti: finalmente contano gli atti

L’ex presidente della Camera ha accolto con favore la decisione, attribuendo particolare importanza alla valutazione dei documenti contenuti nel fascicolo. «Sono grata ai giudici della Cassazione perché hanno letto le carte», ha dichiarato, ringraziando anche il suo avvocato per aver continuato a credere nella giustizia.

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Pivetti ha poi sostenuto che le conclusioni della Suprema Corte descrivono un impianto accusatorio segnato da contraddizioni e privo di una solida coerenza logica. A suo giudizio, il nuovo pronunciamento rappresenta un riconoscimento delle sofferenze vissute da lei e dalla sua famiglia, anche se non si aspetta necessariamente delle scuse.


La difesa attende il nuovo giudizio

L’avvocato Filippo Cocco si è detto pienamente soddisfatto dell’esito ottenuto in Cassazione. Il legale ritiene che la sentenza abbia dato rilievo alle argomentazioni presentate dalla difesa e abbia individuato il nodo principale della controversia.

Ora la strategia della difesa sarà riproposta davanti alla Corte d’Appello milanese, chiamata a celebrare il processo bis. Il procedimento riguarda l’accusa di evasione fiscale e riciclaggio legata alla presunta compravendita fittizia delle automobili, per la quale Pivetti era stata condannata complessivamente a 4 anni di reclusione.

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