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Cronaca 3 min di lettura1 ott

Pinalli, cambio di proprietà: Borletti investe oltre 25 milioni

Il gruppo acquisisce l’intero capitale della catena di profumerie, che nel 2025 ha raggiunto circa 200 milioni di euro di ricavi.

La prossima sfida di Pinalli sarà portare avanti l’espansione della rete e rafforzare il commercio digitale. Il passaggio di proprietà al Gruppo Borletti, valutato oltre 25 milioni di euro secondo le stime disponibili, apre infatti una nuova fase per la catena italiana di profumerie e cosmetica.

Raffaele Rossetti resterà amministratore delegato e continuerà a guidare l’azienda insieme alla squadra già in carica. Maurizio Borletti assumerà invece la presidenza, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo del marchio, ampliare l’offerta e valorizzare sia i negozi sia i canali digitali.


La crescita resta il punto centrale

Pinalli ha chiuso il 2025 con ricavi intorno ai 200 milioni di euro. Negli ultimi anni la rete è passata dai 62 punti vendita presenti all’ingresso di Hig Capital agli attuali 110, mentre il piano per il futuro prevede un’ulteriore accelerazione sul fronte delle aperture.

L’azienda intende inoltre investire nel proprio marchio e arricchire il catalogo, guardando soprattutto ai prodotti e alle marche più recenti e innovative. La strategia comprende anche il potenziamento del commercio elettronico e dell’esperienza offerta ai clienti nei punti vendita.

“Pinalli è un’azienda che ha dimostrato solidità, capacità di crescita e una forte propensione all’innovazione”, ha affermato Maurizio Borletti presentando l’operazione. Il futuro presidente ha sottolineato anche la qualità del marchio, del gruppo dirigente e della struttura commerciale integrata tra negozi fisici e presenza digitale.


Come cambia l’assetto societario

Il Gruppo Borletti ha rilevato il 100% di Pinalli attraverso una società di investimento sostenuta da un gruppo di co-investitori. Tra questi figura anche la famiglia Pinalli, che manterrà una partecipazione di minoranza. J. Safra Sarasin Asset Management ha partecipato all’operazione come investitore principale.

A cedere il controllo sono stati Hig Capital, fondo entrato nella compagine societaria nel 2023, e la stessa famiglia fondatrice. Il corrispettivo ufficiale non è stato comunicato, ma le ricostruzioni disponibili indicano un valore superiore a dieci volte il risultato operativo lordo, stimato in circa 25 milioni di euro. Per Hig Capital, il rendimento annuo dell’investimento sarebbe stato superiore al 30%.

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Rossetti, alla guida di Pinalli dal 2018, ha definito l’ingresso nel Gruppo Borletti l’inizio di una nuova fase. “Ci offre l’opportunità di proseguire il percorso costruito in questi anni con ancora maggiore ambizione”, ha dichiarato l’amministratore delegato.


Dalla profumeria al modello omnicanale

La storia di Pinalli è iniziata nel 1970 a Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, per iniziativa di Luigi Pinalli e della moglie Liliana. Da attività locale, l’impresa si è trasformata nel tempo in una delle principali reti italiane specializzate in profumi, cosmetici e prodotti per la cura della pelle.

Il passaggio decisivo è arrivato nei primi anni Duemila, con l’apertura del canale digitale, introdotto quando il commercio elettronico nel settore era ancora agli inizi. In seguito la società ha esteso la presenza sul territorio nazionale, costruendo un modello che integra l’esperienza nei negozi con le vendite online.

L’acquisizione rappresenta la terza operazione conclusa dal Gruppo Borletti in meno di 20 mesi, dopo quelle riguardanti Twin Set e True Religion. La società, fondata da Maurizio Borletti e Paolo De Spirt, ha già investito in diversi comparti del commercio e della moda, tra cui La Rinascente, Printemps, Grandi Stazioni Retail e Moorer.


Consulenti e banche dell’operazione

Per il Gruppo Borletti hanno lavorato Houlihan Lokey come consulente finanziario, Case Cassiopea per le attività relative all’acquisizione e al debito, Legance e Studio Cerina per gli aspetti legali e fiscali, oltre a PwC per la verifica dei dati finanziari.

Il finanziamento è stato assicurato da Crédit Agricole Italia, che ha svolto anche il ruolo di banca agente, insieme a B.Mps, Banco Bpm, Bper Banca e Banca CF+. Gli istituti finanziatori sono stati affiancati da Ashurst.

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