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Cronaca 1 min di lettura59 min fa

Piazzale Michelangelo, la videosorveglianza svela il falso ordigno

Un uomo di 49 anni è stato denunciato dopo l’allarme provocato da una bombola vuota e da un manufatto innocuo collocati ai piedi del David.

Le immagini registrate nella zona hanno permesso ai carabinieri di individuare il presunto responsabile del falso allarme scattato a Firenze. Un uomo nato nel 1977 è stato denunciato a piede libero per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio.


Le telecamere chiudono il cerchio

Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti della persona ritenuta coinvolta esaminando i filmati degli impianti di videosorveglianza presenti a Piazzale Michelangelo. Al termine degli accertamenti, il 49enne è stato deferito all’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli sviluppi del procedimento sulle contestazioni a suo carico.

L’episodio si era verificato nella prima mattina del 5 ottobre, quando una lavoratrice di Alia Servizi Ambientali aveva notato un oggetto insolito durante il servizio. La dipendente aveva visto una bombola del gas ai piedi della copia del David e aveva avvisato i responsabili, che avevano subito richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.


Nessun esplosivo sotto il David

I carabinieri del comando provinciale di Firenze avevano isolato il punto e attivato le misure previste per la possibile presenza di un ordigno. Sul posto era arrivato anche il nucleo artificieri, impegnato nei controlli con le apparecchiature in dotazione e nella documentazione fotografica dell’area.

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Le verifiche avevano escluso ogni rischio: la bombola era vuota e il manufatto sistemato accanto non presentava caratteristiche pericolose. Una volta concluso l’intervento, le condizioni di sicurezza erano state ripristinate e il passaggio di persone e veicoli era tornato regolare.

Per tutta la durata delle operazioni, uno dei principali belvedere di Firenze e luogo frequentato dai turisti era rimasto interessato dalle restrizioni disposte dalle autorità. Proprio l’interruzione delle normali attività nella zona rientra, insieme al procurato allarme, tra le ipotesi di reato contestate all’uomo.

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