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Cronaca 2 min di lettura16 ott

Pescara, il delfino resta sulla battigia: cosa si sa

L’esemplare maschio, lungo 340 centimetri, è stato registrato dagli esperti, ma il deterioramento della carcassa impedisce di stabilire come sia morto.

Stamani la carcassa del delfino risultava ancora presente sulla spiaggia di Pescara. Il suo recupero è affidato alla ditta incaricata dal Comune, che dovrà provvedere anche allo smaltimento, secondo quanto riferito dal Centro Studi Cetacei.

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La rimozione è ancora attesa

L’animale si trova sul litorale nord, in un’area vicina al molo del portocanale. La procedura prevista consiste nel prelievo della carcassa e nel successivo conferimento da parte della società convenzionata con l’amministrazione comunale.

Il Centro Studi Cetacei ha comunicato che, al momento della segnalazione, il delfino non era più in vita. La permanenza sulla battigia si è quindi protratta fino all’intervento della ditta incaricata.


Le cause restano sconosciute

L’elevato deterioramento dei resti ha impedito di sottoporre l’animale a un esame necroscopico. Per questo motivo gli specialisti non hanno potuto individuare l’origine del decesso.

Secondo gli esperti, il delfino potrebbe essere morto in mare, lontano dal punto in cui è stato rinvenuto, per poi essere trasportato verso la costa dalle correnti. Tra le cause più frequenti degli episodi analoghi vengono indicate le reti da pesca: gli animali possono entrarvi mentre inseguono i pesci e morire per annegamento.

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L’allarme è partito dalla spiaggia

Il ritrovamento è avvenuto ieri pomeriggio sul tratto settentrionale della costa pescarese. A poca distanza si trova il molo del portocanale, dove alcuni cittadini hanno notato il corpo durante una passeggiata sulla battigia.

Le segnalazioni arrivate al numero 1530 hanno attivato la Guardia Costiera. Nell’intervento è stato coinvolto anche il Centro Studi Cetacei, con sede a Pescara, che ha raggiunto il luogo per effettuare le verifiche.


I dati raccolti dagli specialisti

Gli accertamenti hanno identificato un esemplare adulto di sesso maschile, con una lunghezza di 340 centimetri. Le condizioni della carcassa hanno limitato l’indagine alle informazioni biologiche ancora rilevabili.

Dopo le segnalazioni, il Centro Studi Cetacei ha mobilitato la rete regionale e ha svolto un sopralluogo. I dati ottenuti sono stati successivamente inseriti nel database Geocetus.

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