Paupisi, ergastolo per Ocone: anche 8 mesi di isolamento diurno
La Corte d’Assise di Benevento ha riconosciuto la responsabilità dell’uomo per la morte della moglie Elisa e del figlio Cosimo, mentre l’altra figlia è sopravvissuta alle ferite.
A un anno dalla strage familiare di Paupisi arriva la condanna all’ergastolo per Salvatore Ocone. La figlia adolescente, rimasta gravemente ferita nell’aggressione e per lungo tempo in pericolo di vita, è riuscita a sopravvivere e a rientrare a casa dopo il ricovero.
La decisione dei giudici di Benevento
La Corte d’Assise di Benevento ha accolto integralmente la richiesta formulata dalla procura. Oltre alla pena perpetua, per Ocone sono stati stabiliti 8 mesi di isolamento diurno e le ulteriori sanzioni accessorie previste dalla legge.
Il procedimento riguardava i fatti avvenuti il 30 settembre 2025, quando nella località in provincia di Benevento morirono Elisa, moglie dell’imputato, e il figlio Cosimo, che aveva 15 anni. Secondo l’accusa, entrambi furono colpiti con una pietra.
La figlia resta viva dopo le ferite
Nella stessa vicenda rimase coinvolta anche Antonia, l’altra figlia adolescente della coppia. Le sue condizioni furono inizialmente molto gravi e i medici temettero per la sua vita.
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La ragazza venne sottoposta a un intervento urgente all’ospedale Neuromed di Pozzilli, in Molise. Dopo mesi di cure, fu dimessa nel marzo scorso e poté fare ritorno nella propria abitazione.
L’arresto dopo la fuga
Ocone era stato fermato a Campobasso dopo i delitti. La condanna pronunciata ora dai giudici riguarda dunque l’accusa di aver provocato la morte della moglie e del figlio durante l’aggressione avvenuta esattamente un anno prima della sentenza.
Il verdetto chiude il primo grado del processo con una pena corrispondente a quella sollecitata dal pubblico ministero, accompagnata dal periodo di isolamento diurno e dalle conseguenze accessorie stabilite dall’ordinamento.
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