Papi e salute: dall’infarto di Luciani al nodulo di Leone XIV
La storia clinica degli ultimi pontefici attraversa morti improvvise, interventi delicati, malattie progressive e ricoveri, fino all’annuncio del nuovo Papa.
Albino Luciani morì a soli 65 anni, dopo appena 33 giorni trascorsi sul trono di Pietro. Eletto il 26 agosto 1978, Giovanni Paolo I venne trovato morto nella notte tra il 28 e il 29 settembre; l’ipotesi indicata fu quella di un infarto miocardico acuto, senza che fosse mai effettuata un’autopsia.
Un altro episodio rimasto a lungo riservato riguarda Joseph Ratzinger: nel 2012, tre anni prima della rinuncia, Benedetto XVI affrontò un intervento al cuore mantenuto segreto. La sua vicenda sanitaria si sarebbe poi legata soprattutto alla progressiva debolezza dell’età avanzata.
Il nuovo allarme riguarda Leone XIV
L’attenzione sulla salute dei pontefici è tornata d’attualità dopo l’annuncio di Leone XIV. Durante l’Angelus, il Papa ha spiegato che nei giorni successivi avrebbe dovuto sottoporsi a un’operazione per rimuovere un nodulo polmonare circoscritto.
L’annuncio arriva dopo una lunga sequenza di vicende mediche che ha coinvolto diversi successori di Pietro. Le condizioni dei pontefici sono state spesso seguite con particolare interesse, sia per la rilevanza del loro ruolo sia per l’impatto che malattie e ricoveri hanno avuto sul governo della Chiesa.
Ratzinger, gli ultimi anni in Vaticano
Benedetto XVI lasciò il pontificato nel febbraio 2013 e rimase in Vaticano come Papa emerito. Con il passare del tempo il suo stato fisico divenne più fragile, fino al peggioramento comunicato dalla Sala Stampa della Santa Sede nel dicembre 2022.
Ratzinger si spense il 31 dicembre 2022, a 95 anni, nel monastero Mater Ecclesiae. Le ricostruzioni mediche diffuse attribuirono il decesso a uno shock cardiogeno, seguito dall’insufficienza degli organi e da quella respiratoria.
Wojtyła, una salute sempre più compromessa
Gli ultimi anni di Giovanni Paolo II furono segnati dalla progressione del morbo di Parkinson, che ne ridusse gradualmente i movimenti e la capacità di parlare. Ai disturbi neurologici si aggiunsero difficoltà respiratorie e ripetuti ricoveri ospedalieri.
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Nel febbraio 2005 Karol Wojtyła fu sottoposto a una tracheotomia dopo episodi di insufficienza respiratoria acuta. Morì il 2 aprile dello stesso anno, a 84 anni. Nel certificato ufficiale comparivano uno shock settico e un collasso cardiocircolatorio irreversibile come cause immediate; tra le patologie concomitanti erano indicati il Parkinson, precedenti crisi respiratorie acute, un’ipertrofia prostatica benigna complicata da urosepsi e una cardiopatia ipertensiva e ischemica.
Bergoglio tra operazioni e ricoveri
Jorge Mario Bergoglio aveva già subito da giovane un intervento importante: nel 1957 gli venne asportata una parte del polmone, compromessa da una grave infezione. Durante il pontificato dovette inoltre fare i conti con problemi alla deambulazione, dolori al ginocchio e disturbi addominali.
Il primo ricovero di rilievo arrivò il 4 luglio 2021 al Gemelli, dove Francesco fu operato per una stenosi diverticolare sintomatica del colon. L’intervento comportò la rimozione di un segmento del colon sinistro. Il 29 marzo 2023 il Papa tornò nello stesso ospedale per una bronchite infettiva.
Gli ultimi problemi di Francesco
Il 7 giugno 2023 Francesco venne nuovamente ricoverato per un’operazione alla parete addominale. I medici intervennero su un laparocele incarcerato, responsabile di episodi dolorosi e di subocclusione intestinale.
In seguito il pontefice fu ospedalizzato per una bronchite accompagnata da un’infezione polimicrobica, poi evoluta in una polmonite bilaterale. Francesco morì il 21 aprile 2025: il certificato ufficiale indicò un ictus cerebrale, il coma e un collasso cardiocircolatorio irreversibile. Tra le condizioni riportate figuravano anche una precedente insufficienza respiratoria acuta con polmonite bilaterale multimicrobica, bronchiectasie multiple, ipertensione arteriosa e diabete di tipo 2.
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