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Cronaca 2 min di lettura28 min fa

Grotta di Gorropeddu, Luca è vivo: lo scavo decisivo per liberarlo

Il 31enne è intrappolato da sedici ore sotto una frana: i soccorritori avanzano con estrema prudenza per raggiungerlo senza provocare nuovi crolli.

La notizia più importante arriva dai contatti con l’interno: Luca Olmetto, speleologo di 31 anni, è vivo, cosciente e riesce a comunicare con le squadre impegnate nel recupero. Per raggiungerlo occorre però superare circa dieci metri di roccia, in condizioni che rendono ogni intervento particolarmente rischioso.


Il contatto alimenta la speranza

L’uomo, originario del Sassarese, si trova da sedici ore nella grotta di Gorropeddu, nel territorio di Urzulei, in Ogliastra. I soccorritori sono riusciti a stabilire un dialogo diretto con lui e stanno lavorando per creare un passaggio protetto fino al punto in cui è bloccato.

L’allarme è stato lanciato dalla fidanzata e dagli altri escursionisti che si trovavano nella cavità insieme a Olmetto. Le operazioni sono andate avanti per tutta la notte e proseguono anche questa mattina, con l’obiettivo di estrarre lo speleologo nel minor tempo possibile, senza esporlo a ulteriori pericoli.


Ogni metro viene messo in sicurezza

A provocare l’emergenza è stato il cedimento della volta all’ingresso della grotta. La frana ha ostruito l’unica uscita e il materiale che blocca il varco è descritto come molto friabile: per questo gli operatori devono procedere spostando la roccia con estrema cautela e consolidando ogni tratto prima di avanzare.

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La fragilità del terreno ha escluso l’impiego di microcariche, che in altri contesti avrebbero potuto accelerare l’apertura del cunicolo. Un’esplosione, infatti, potrebbe causare nuovi distacchi e compromettere sia la sicurezza dell’area sia la posizione dello speleologo.


In campo decine di specialisti

Nel luogo dell’intervento opera un dispositivo composto da numerosi tecnici del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico e dai vigili del fuoco. Sono presenti il distaccamento di Tortolì, le unità Speleo alpino fluviali del comando provinciale di Nuoro e 16 operatori Usar Medium, arrivati con il supporto degli elicotteri dell’Aeronautica militare decollati da Decimomannu.

Accanto alle squadre specialistiche lavorano anche altri tecnici del Cnsas e i volontari della Protezione civile di Dorgali. Nelle vicinanze della cavità è stato predisposto un posto di comando avanzato, utilizzato per coordinare i soccorsi e seguire costantemente l’evoluzione dello scavo.

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