Otto città e un appuntamento fisso: la mobilitazione parte da Instagram
Una pagina appena aperta invita a manifestare ogni sabato alle 15 e rilancia messaggi contro il governo e le forze dell’ordine.
Una nuova pagina comparsa su Instagram annuncia iniziative settimanali in otto città italiane. Il progetto, denominato “Movimento 17 ottobre”, indica ogni sabato alle 15 come momento per scendere in piazza e invita gli interessati a coordinarsi anche attraverso Telegram.
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Dalla rete alle piazze ogni sabato
L’appuntamento viene indicato a Milano, Bologna, Torino, Roma, Firenze, Padova, Bari e Genova. La prima comunicazione diffusa dal profilo presenta l’iniziativa come una “mobilitazione permanente”, destinata a proseguire fino alla caduta dell’attuale governo, definito dai gestori della pagina con toni fortemente accusatori.
Nella descrizione del profilo, gli amministratori scrivono: “Siamo quelli delle piazze”. Il messaggio sostiene inoltre che la violenza sarebbe rappresentata soltanto dall’uso dei manganelli da parte della polizia e sollecita l’ingresso nel canale Telegram, indicato come spazio per organizzare il movimento.
Messaggi contro governo e sistema
Tra le pubblicazioni presenti sul profilo figura anche un appello rivolto a chi, secondo gli autori, avrebbe sottratto prospettive alle nuove generazioni. “I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo”, si legge nel post, accompagnato dal rifiuto delle accuse rivolte al movimento.
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Nello stesso contenuto, i gestori definiscono violento il sistema e affermano che sarebbe responsabile di danneggiare e uccidere le persone. La pagina, nata da poco, utilizza quindi una comunicazione apertamente conflittuale e lega la convocazione nelle piazze a una contestazione politica più ampia.
Il video presentato come esproprio
Tra i pochi materiali pubblicati compare anche un filmato ambientato nel centro di Milano. Nel video, alcuni giovani, presentati dalla pagina come autori del saccheggio di negozi, consegnano parte della merce a una persona senza dimora.
La scena è accompagnata dalla dicitura “Esproprio proletario a Milano”. Il contenuto viene così inserito dagli amministratori nel racconto della mobilitazione, insieme agli appelli alla partecipazione e alle accuse rivolte alle istituzioni.
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