Milano, torna in piazza dopo la sassata: «La città va protetta»
Angelo De Simone, ferito durante gli scontri in piazza Duomo, ha ripreso il servizio con quattro punti alla testa e ha raccontato quelle ore di tensione
Una ferita alla testa non ha convinto Angelo De Simone a restare a casa. Il primo dirigente della Polizia di Stato, colpito da un sampietrino durante gli scontri che hanno devastato il centro di Milano, è tornato a presidiare piazza Duomo già il giorno successivo.
Con un cappellino a coprire i quattro punti di sutura, il dirigente ha spiegato di sentirsi meglio e ha ribadito il motivo della sua presenza sul campo: «Dobbiamo garantire la sicurezza della città». La sua immagine è diventata uno dei simboli dell’impegno degli agenti impegnati a contenere le violenze.
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Una ferita, poi subito di nuovo in servizio
De Simone ha ricostruito l’episodio durante un’intervista al Tg1. Nella sassaiola ha ricevuto il colpo sulla fronte, riuscendo però ad attenuarne in parte l’impatto e riportando una lesione che ha richiesto quattro punti.
Secondo il dirigente, gli agenti stanno affrontando gruppi numerosi di giovani, tra i quali figurano anche minorenni. Molti partecipanti, ha osservato, agiscono con il volto coperto e, una volta inseriti nella massa, finiscono per assumere comportamenti ancora più aggressivi e distruttivi.
Un dirigente abituato alle piazze difficili
Cinquantacinque anni, De Simone guida il commissariato Garibaldi-Venezia e vanta una lunga esperienza nella gestione di situazioni ad alta tensione. Nel corso della carriera ha seguito cortei Pro Pal, manifestazioni di tifosi e interventi in aree delicate della città, comprese quelle intorno alla stazione Centrale e a Porta Garibaldi.
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Dopo avere diretto il commissariato Greco-Turro, nel 2020 era stato promosso primo dirigente e aveva assunto la guida della Divisione Anticrimine della Questura di Novara. In seguito alla pandemia è rientrato a Milano, dove è tornato a occuparsi anche delle zone della movida e dei contesti segnati dalla presenza di rapinatori e persone violente.
Il riconoscimento di Giorgia Meloni
La premier Giorgia Meloni ha rilanciato sui social una fotografia del poliziotto ferito. Nel suo messaggio ha contrapposto l’agente, rimasto al proprio posto e visibilmente colpito, a chi avrebbe scelto di nascondersi per lanciare oggetti e provocare danni.
Meloni ha presentato De Simone come l’esempio concreto di uno Stato rappresentato da persone capaci di affrontare il pericolo con coraggio e senso del dovere, senza abbandonare il servizio nonostante la violenza della situazione.
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