Ossa, più di 500 patologie rare: medici da formare
La presidente della Fondazione Firmo è intervenuta a Roma durante il convegno dedicato alle patologie scheletriche rare.
La diagnosi precoce deve diventare una priorità per le malattie rare dello scheletro. Maria Luisa Brandi, presidente della Fondazione Firmo, ha rilanciato l'esigenza di preparare meglio i medici durante un incontro svolto a Roma il 29 ottobre 2026.
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Il ruolo del medico di base
Secondo Brandi, il medico di medicina generale deve saper riconoscere pochi segnali iniziali, anche quando non riguardano direttamente l'apparato scheletrico. Un intervento tempestivo può impedire che le conseguenze della malattia si sommino fino a diventare definitive.
Tra gli indicatori da non trascurare c'è la fragilità ossea in età giovane. «Una frattura da fragilità a 30 anni deve far sospettare che qualcosa non va», ha spiegato Brandi durante il convegno. Una volta escluse altre ragioni possibili, il medico dovrebbe valutare anche l'ipotesi di un'origine genetica.
Più spazio nei corsi di medicina
Le patologie rare dello scheletro sono oltre 500 e, per la presidente della Fondazione Firmo, dovrebbero trovare posto nella formazione degli studenti negli ultimi anni del corso di laurea in medicina. La preparazione, ha osservato, non dovrebbe essere riservata agli specialisti: ogni medico può trovarsi davanti a segnali riconducibili a queste condizioni o a complicanze che coinvolgono organi diversi dalle ossa.
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Brandi ha definito utile parlarne in modo coordinato e ha ricordato la nascita di una coalizione dedicata alle malattie rare dell'osso. L'obiettivo è aumentare la conoscenza tra i professionisti e tra le persone colpite, così da favorire l'accesso ai centri e alle cure disponibili.
Terapie nuove e diagnosi anticipate
L'attenzione pubblica verso queste malattie è cresciuta anche grazie all'arrivo di nuove opzioni terapeutiche. Quando esiste un farmaco capace di intervenire sulla patologia, ha osservato Brandi, diventa più semplice far conoscere il problema e offrire risposte ai pazienti.
La ricerca di una diagnosi rapida, però, resta necessaria anche nei casi senza un trattamento specifico. Le complicanze che si accumulano dopo un riconoscimento tardivo possono trasformarsi in danni permanenti; per questo la formazione deve aiutare a individuare presto i casi sospetti e a indirizzarli verso le competenze appropriate.
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