Cardarelli, d’Amore: medici da difendere e buone pratiche
Al Forum di Napoli il direttore generale illustra il rapporto con i cittadini e l’apertura dell’ospedale alla città
Il Cardarelli di Napoli ha adottato una procedura riconosciuta come buona pratica per tutelare i propri operatori.
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La tutela degli operatori
Antonio d’Amore, direttore generale dell’Aorn Antonio Cardarelli, ha presentato il modello dell’ospedale durante la seconda edizione dell’Health Journalism Forum. Tra gli elementi citati figurano anche i concorsi capaci di attirare 200 medici e 400 anestesisti.
Parlando del rapporto tra sanità e informazione, d’Amore ha osservato che il personale sanitario viene spesso associato soltanto a episodi negativi. «Oggi il medico molto spesso va difeso», ha detto, chiedendo maggiore spazio per le esperienze positive e per il lavoro quotidiano degli operatori.
Il rapporto con i cittadini
Il direttore generale ha spiegato che il Cardarelli utilizza anche i social per raccogliere segnalazioni e mantenere un contatto diretto con chi frequenta la struttura. Una delle pagine dell’ospedale lascia inoltre ai cittadini la possibilità di raccontare la propria esperienza.
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Tra le iniziative illustrate c’è anche la riapertura degli spazi esterni. I viali della struttura sono oggi accessibili alla città e vengono utilizzati anche nelle ore serali da persone che passeggiano o corrono.
Informazione sulla sanità
Secondo d’Amore, il racconto dell’assistenza sanitaria dovrebbe nascere direttamente all’interno delle strutture. Per questo, ha sostenuto, le aziende devono dotarsi di organismi dedicati alla comunicazione e offrire ai cittadini anche il punto di vista degli operatori.
Il tema è stato affrontato a Napoli nel corso dell’Health Journalism Forum, ospitato proprio dal Cardarelli. L’incontro ha messo al centro il modo in cui la sanità viene descritta e la necessità di dare continuità alla narrazione delle cure efficaci e dei servizi che funzionano.
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