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Cronaca 2 min di lettura15 ore fa

Obesità, la vera svolta è culturale: Linoci chiede cure più eque

Per Eligio Linoci servono più informazioni e un coinvolgimento concreto dei pazienti per abbattere stigma e ostacoli nell’accesso alle terapie.

Lo stigma può diventare un ostacolo concreto per chi convive con l’obesità, fino a rendere difficile anche il ricorso ai farmaci. Per Eligio Linoci, vice presidente della Fiao – Federazione italiana associazioni obesità – e presidente de La mattina dopo Aps, il cambiamento in corso non riguarda soltanto le terapie, ma anche il modo di considerare e affrontare la malattia.


Lo stigma frena l’accesso alle cure

Secondo Linoci, molti pazienti non ricevono informazioni abbastanza dettagliate sulle nuove possibilità terapeutiche. Questa carenza può alimentare insicurezza e vergogna, rafforzando un giudizio negativo che la persona finisce per rivolgere anche verso se stessa.

"Talvolta può addirittura avere paura ad andare a prendere il farmaco in farmacia, perché pensa di essere un malato grave", ha spiegato Linoci durante l’incontro con la stampa dedicato a diabete, obesità e qualità della vita. L’appuntamento si è svolto a Milano, nell’ambito del 62° Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete, in programma al MiCo fino al 2 ottobre.


Una svolta che coinvolge il paziente

Dal punto di vista di chi ha vissuto direttamente la malattia, l’evoluzione dell’approccio all’obesità rappresenta anche un’innovazione culturale. "Da paziente credo che nel trattamento dell'obesità stiamo assistendo a un'innovazione terapeutica che è soprattutto culturale", ha affermato il vicepresidente della Fiao.

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Per Linoci, la persona deve essere informata in modo chiaro e partecipare alle scelte sul percorso di cura, sia quando si rivolge al medico sia quando entra in contatto con uno specialista o con un chirurgo. In questo processo, ha sottolineato, le associazioni possono offrire ascolto, orientamento e sostegno.


L’obiettivo resta l’equità

Le organizzazioni dei pazienti stanno quindi cercando di aiutare chi soffre di obesità a superare le barriere psicologiche e pratiche che ancora limitano l’accesso ai trattamenti. Il loro compito, ha spiegato Linoci, è anche accompagnare le persone nella richiesta di cure per una condizione cronica e recidivante.

La priorità indicata dalla Fiao è garantire a tutti la possibilità di ricevere un trattamento adeguato, senza rinvii. Per Linoci, rendere le cure più eque è un obiettivo che non può essere rimandato.

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