Paura di volare, licenziamento annullato: 52.349 euro all’operaio
La Corte d’appello di Bologna ha giudicato eccessiva la sanzione inflitta a un cablatore che aveva rinviato la richiesta del passaporto per una possibile trasferta negli Stati Uniti.
«Non mi era andata giù come era finita in primo grado, perché l’avevo considerata una grande ingiustizia». Con queste parole l’avvocato di Giuseppe Capoluongo ha commentato l’esito della causa, conclusa con la riforma della prima sentenza e un riconoscimento economico per l’ex dipendente.
L’operaio riceverà un’indennità equivalente a 20 mensilità, per un totale di 52.349 euro. Alla somma si aggiungono il preavviso, gli interessi e la rivalutazione, mentre non è previsto il ritorno sul posto di lavoro.
La sanzione era eccessiva
I giudici bolognesi hanno ritenuto legittimo chiedere al lavoratore di procurarsi il passaporto. Il suo mancato adempimento, protratto per alcune settimane nonostante i richiami ricevuti, poteva quindi assumere rilievo sul piano disciplinare.
Tuttavia, secondo la Corte d’appello, quella condotta non giustificava la misura più grave. Nel valutare il caso, la decisione ha considerato anche la precedente segnalazione dell’aerofobia di Capoluongo, elemento che l’azienda avrebbe dovuto tenere presente prima di arrivare al licenziamento.
Una paura già comunicata all’azienda
Capoluongo, operaio cablatore, lavorava per una società di Altedo di Malalbergo, nel Bolognese, dal 2002. Nel 2011 aveva informato il datore di lavoro della propria paura di volare e, quando gli era stata proposta una missione negli Stati Uniti, aveva prodotto anche una certificazione medica.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Dopo il confronto con un funzionario della Fiom, l’impresa aveva rinunciato a mandarlo in quella trasferta. Per i dodici anni e mezzo successivi non gli erano stati affidati incarichi che imponessero uno spostamento in aereo.
Il passaporto e il doppio giudizio
La situazione è cambiata quando si è prospettata una nuova esigenza di viaggio. L’azienda ha chiesto all’operaio di avviare la pratica per ottenere il passaporto, ma l’interessato ha rimandato l’operazione per diverse settimane. Il 27 marzo 2024 è così arrivato il licenziamento.
Il primo giudizio si era concluso a favore della società, con il Tribunale di Bologna che aveva respinto le ragioni del dipendente. Capoluongo ha però impugnato quella decisione e la Corte d’appello ha stabilito che il rapporto dovesse essere chiuso senza reintegro, riconoscendo comunque la tutela economica prevista per il caso.
Continua a leggere
Dopo la morte, arriva la condanna per Buela: la scelta del Vaticano
Il sacerdote argentino, scomparso nel 2023, è stato riconosciuto responsabile di abusi su seminaristi: la Santa Sede ha deciso di rendere pubblici gli esiti dei procedimenti.
Sollecito avverte: «Niente processo mediatico» sul caso Sempio
L’ex imputato per il delitto Kercher difende Stasi e chiede che ogni dato delle analisi venga reso disponibile a tutte le parti
Etna, in 160 anni la vetta ha cambiato volto: la mappa che lo dimostra
Uno studio di Ingv e Milano-Bicocca ricostruisce l’evoluzione dei crateri sommitali dal 1865 al 2024, grazie a dati storici e rilievi di ultima generazione.
Il cuoco-spia torna in scena: cosa sappiamo su Carême 2
Apple TV ha dato il via libera alla seconda stagione della serie su Antonin Carême, tra ambizioni gastronomiche, intrighi politici e nuovi personaggi.