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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Obesità, la nuova sfida è proteggere gli organi: svolta con la pillola

Roberto Vettor indica nella prevenzione dei danni agli organi il nuovo traguardo delle cure e sottolinea la praticità della semaglutide orale.

La possibilità di assumere semaglutide per via orale può rendere più semplice la gestione dell’obesità per molti pazienti. Secondo Roberto Vettor, direttore scientifico e coordinatore clinico del Centro di malattie metaboliche e nutrizione di Humanitas Research Hospital di Milano, la praticità della compressa rappresenta uno degli elementi più attesi nell’evoluzione delle terapie.


La pillola punta sulla semplicità

Intervenendo a Milano durante un incontro con la stampa, Vettor ha sottolineato che la versione in compresse potrebbe offrire, a fronte di un’efficacia paragonabile a quella della formulazione iniettiva, una modalità di assunzione più facile da seguire. «Il vantaggio di questi farmaci, a parità di efficacia rispetto alla versione iniettiva, risiede nel fatto che permettono di andare incontro alle esigenze di una semplificazione della somministrazione da parte dei pazienti», ha spiegato.

La semaglutide orale è considerata una delle innovazioni terapeutiche più attese nel trattamento dell’obesità. Il possibile impatto nella pratica clinica riguarda soprattutto l’aderenza alle cure, grazie a un’opzione che può rispondere meglio alle necessità quotidiane delle persone trattate.


Il nuovo bersaglio sono gli organi

Nel suo intervento, Vettor ha descritto un cambiamento generale nell’approccio alle patologie croniche e, in particolare, all’obesità. Il riconoscimento della malattia come condizione clinica vera e propria ha contribuito a superare una lettura limitata al solo controllo del peso.

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La riduzione dei chili, infatti, non costituisce più l’unico obiettivo. «Non è sufficiente perdere peso: oggi il target principale diventa la prevenzione del danno d’organo», ha affermato il medico, indicando nella protezione degli organi la nuova priorità delle strategie terapeutiche.


Dalle cure i primi risultati

Questa impostazione coinvolge sia gli interventi tradizionali sia le soluzioni farmacologiche più recenti. I dati disponibili, ha riferito Vettor, mostrano che la prevenzione delle conseguenze a carico degli organi può essere raggiunta attraverso gli strumenti oggi disponibili.

Le dichiarazioni sono state rilasciate nell’ambito dell’incontro «Diabete, obesità: nuove opzioni terapeutiche migliorano la qualità di vita», promosso da Novo durante il 62° Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete, in programma al MiCo fino al 2 ottobre.

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