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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Obesità, la cura non può aspettare i casi più gravi: l’appello di Linoci

Il vicepresidente Fiao chiede percorsi assistenziali accessibili a ogni persona con obesità, descritta come una patologia cronica e multifattoriale.

L’accesso alle terapie per l’obesità dovrebbe riguardare l’intera platea dei pazienti, non soltanto chi presenta le forme più severe. È questo il messaggio rilanciato da Eligio Linoci, vicepresidente della Fiao e presidente dell’associazione La Mattina dopo aps, a Milano, in occasione della 5K@Easd.


Cure accessibili senza distinzioni

Secondo Linoci, garantire assistenza significa costruire giorno dopo giorno un sistema capace di offrire trattamenti equi. L’obiettivo, ha spiegato, è evitare che la possibilità di curarsi venga limitata ai soli casi di obesità grave.

«Non bisogna pensare solo a quei pazienti che hanno obesità grave», ha affermato Linoci al termine dell’iniziativa. La richiesta della Fiao è quindi di estendere le opportunità terapeutiche a tutte le persone interessate dalla patologia.

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Una malattia che può ripresentarsi

Nel suo intervento, il rappresentante della Federazione ha descritto l’obesità come una condizione cronica, recidivante e legata a più fattori. Una definizione che, secondo Linoci, rende necessario un approccio assistenziale più ampio e continuativo.

L’appello è arrivato durante una corsa non competitiva lunga 5 chilometri, organizzata a Milano nell’ambito del 62° Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete, indicata con l’acronimo Easd. L’evento, denominato 5K@Easd, ha fatto da cornice alla richiesta di assicurare cure appropriate a ogni paziente con obesità.

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