Nobel, il trio che ha reso la luce una chiave per il cervello
Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel hanno aperto nuove strade nello studio dei neuroni partendo da un organismo capace di reagire alla luce.
Karl Deisseroth rappresenta il versante statunitense del percorso che ha portato al Nobel. Nato 55 anni fa, ha completato nel 1992 gli studi in biochimica all'Università di Harvard e in seguito si è specializzato in neuroscienze all'Università di Stanford, dove dal 2004 guida un proprio laboratorio.
Deisseroth, dalla biochimica ai neuroni
La sua attività ha fornito il contributo sperimentale alla ricerca sviluppata insieme ai due scienziati tedeschi. Il lavoro si è concentrato sulla possibilità di usare la luce per intervenire sull'attività cerebrale in laboratorio.
All'Università di Stanford Deisseroth ha costruito gran parte della sua carriera accademica. È lì che, dal 2004, dirige il gruppo impegnato nello studio del cervello e dei meccanismi che regolano i neuroni.
Hegemann e Nagel, le radici tedesche
Peter Hegemann ha 72 anni. Originario di Münster, dove è nato nel 1954, è cresciuto ad Aquisgrana; a 21 anni ha abbandonato gli studi umanistici per orientarsi prima verso la chimica all'Università di Münster e poi verso la biochimica alla Libera Università di Monaco.
Dopo la formazione universitaria, Hegemann ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto Max Planck di biochimica e ha lavorato anche negli Stati Uniti. Rientrato in Germania, ha proseguito all'Istituto Max Planck di Biochimica; nel 1993 ha ottenuto una cattedra all'Università di Regensburg e dal 2004 insegna Biochimica sperimentale all'Università Humboldt di Berlino.
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Georg Nagel, 73 anni, è biologo e biofisico. Nato a Weingarten nel 1953, ha studiato all'Università di Costanza e nel 1988 ha completato la formazione dottorale all'Università di Francoforte, all'interno dell'Istituto Max Planck di Biofisica.
Prima di conseguire il dottorato, Nagel aveva trascorso un periodo di ricerca negli Stati Uniti, tra l'Università di Yale e la Rockefeller University. Tra il 1992 e il 2004 ha coordinato un gruppo nel dipartimento di Chimica Biofisica dell'Istituto Max Planck di Biofisica a Francoforte; dal 2004 lavora all'Università di Würzburg, prima nella struttura dedicata alla Fisiologia vegetale molecolare e alla Biofisica e, dal 2019, nel dipartimento di Neurofisiologia.
Un’alga all’origine della svolta
Le competenze dei tre studiosi si sono incontrate a partire dall'osservazione di un'alga sensibile alla luce. Da quel punto di partenza, tra botanica e biochimica, è nata una linea di ricerca capace di modificare il modo in cui vengono studiati i circuiti cerebrali.
Gli esperimenti hanno permesso di controllare l'attività del cervello dei topi in laboratorio attraverso stimoli luminosi. È questo passaggio, sviluppato con il contributo dei tre ricercatori, ad aver trasformato un fenomeno osservato in un organismo semplice in uno strumento per le neuroscienze.
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