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Cronaca 2 min di lettura47 min fa

Nobel 2026, la luce accende il cervello: premiata l’optogenetica

Deisseroth, Hegemann e Nagel ricevono il riconoscimento per aver reso possibile il controllo dei segnali nervosi attraverso la luce.

Il Nobel per la Medicina 2026 va a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel, protagonisti di ricerche che hanno trasformato il modo di osservare e manipolare l’attività delle cellule nervose. Il loro lavoro ha portato alla nascita dell’optogenetica, una tecnica fondata sull’incontro tra genetica e strumenti ottici.

La portata della scoperta riguarda soprattutto la possibilità di intervenire su neuroni specifici mentre il cervello è in funzione. Grazie alla luce, gli scienziati possono infatti attivare oppure bloccare singole cellule nervose e studiare con grande precisione i meccanismi alla base di emozioni e memoria.


La proteina che rende sensibili alla luce

Peter Hegemann e Georg Nagel hanno aperto il percorso scientifico premiato dall’Accademia con l’identificazione della canalrodopsina. Si tratta di una proteina che, inserita all’interno delle cellule, permette loro di reagire agli stimoli luminosi.

Questa intuizione ha fornito lo strumento necessario per trasformare la luce in una sorta di comando biologico. Il riconoscimento assegnato ai tre ricercatori riguarda proprio le scoperte sui canali ionici controllati dalla luce e le conseguenze che hanno avuto nello sviluppo dell’optogenetica.


Deisseroth porta la tecnica nei neuroni

Il passaggio decisivo è arrivato con il lavoro di Karl Deisseroth. Il ricercatore statunitense ha introdotto il gene della canalrodopsina nelle cellule nervose di alcuni ratti e, utilizzando un fascio di luce blu, è riuscito a provocare l’avvio di un impulso nervoso.

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Successivi esperimenti hanno esteso il metodo al cervello di topi vivi. In questo modo l’interruttore luminoso è diventato uno strumento per guidare l’attività dei neuroni direttamente nell’organismo, senza limitarsi a osservare le cellule in laboratorio.


Un metodo usato in tutto il mondo

Le tecniche sviluppate dai tre studiosi consentono oggi di analizzare il cervello con un livello di dettaglio prima irraggiungibile. I ricercatori possono isolare il ruolo di specifiche cellule e verificare come la loro attivazione o disattivazione incida sui circuiti nervosi.

I laboratori di diversi Paesi impiegano l’optogenetica per approfondire il modo in cui il cervello costruisce ricordi ed emozioni. Il Nobel riconosce quindi una serie di scoperte che ha fornito una base sperimentale nuova per lo studio del sistema nervoso.

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