7.000Lettori online ora
Cronaca 1 min di lettura6 giorni fa

Niguarda, casa Ronald si allarga: più posto per chi assiste i bambini

All’interno dell’ospedale milanese la struttura dedicata alle famiglie dei pazienti pediatrici passa da 300 a 600 metri quadri e aggiunge nuovi ambienti di supporto.

Per chi resta accanto a un figlio ricoverato, anche pochi metri possono fare la differenza. Al Niguarda di Milano la casa Ronald destinata ai familiari dei piccoli pazienti cambia dimensione e raddoppia gli spazi disponibili, arrivando a 600 metri quadri.

La struttura, già usata da mamme e papà che scelgono di non allontanarsi dall’ospedale, viene potenziata per offrire un sostegno più ampio durante la degenza dei bambini. La novità arriva mentre resta viva la memoria di chi lì ha trascorso settimane difficili, come Umberto Marcucci, padre di Manfredi.


Più stanze e nuovi ambienti comuni

Il passaggio più evidente è numerico: la superficie cresce da 300 a 600 metri quadri. Dentro la casa Ronald trovano posto otto stanze, due cucine e spazi pensati per esigenze diverse dei familiari.

Tra le aggiunte ci sono anche una sala per lo smart working e una per la lettura. L’obiettivo è rendere più vivibile la permanenza di chi assiste un paziente pediatrico, con ambienti che permettono di lavorare, riposare o semplicemente fermarsi qualche ora lontano dalla stanza di degenza.


Il ricordo delle famiglie che ci hanno vissuto

La scelta di restare vicino al reparto non è teorica per chi ha attraversato situazioni come quella della famiglia Marcucci. Nove mesi dopo il rogo di Crans-Montana, il padre di Manfredi continua a ricordare con affetto i due mesi trascorsi al Niguarda accanto al figlio, gravemente ferito nell’incendio.

Lui e la moglie, entrambi romani, avevano deciso di fermarsi nella struttura dell’ospedale dedicata alle famiglie dei pazienti pediatrici. Una soluzione che li ha tenuti a pochi passi dalla stanza del ragazzo per tutte le otto settimane del ricovero.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere