Neutrini dal cosmo, Nobel a Halzen: la svolta dell’astronomia
Il fisico belga, attivo negli Stati Uniti, è stato premiato per il ruolo decisivo nell’esperimento IceCube e nello studio delle particelle cosmiche ad alta energia.
Le ricerche di Francis Halzen hanno aperto la strada a un nuovo modo di osservare l’universo. Lo studio dei neutrini cosmici ad alta energia ha infatti ampliato gli strumenti a disposizione dell’astronomia, permettendo di indagare fenomeni altrimenti impossibili da rilevare.
La conquista è arrivata dopo decenni di tentativi condotti da gruppi scientifici in diversi Paesi. I neutrini sono particelle difficili da intercettare: attraversano la materia senza lasciare segnali facilmente riconoscibili, ma la loro origine cosmica può fornire informazioni preziose sull’ambiente da cui provengono.
IceCube ha cambiato la ricerca
Il contributo di Halzen è legato soprattutto a IceCube, l’osservatorio per neutrini più esteso al mondo. La struttura è installata tra i ghiacci dell’Antartide e sfrutta questo ambiente per individuare le tracce lasciate dalle particelle durante il loro passaggio.
Nel 2018 l’esperimento è riuscito a registrare neutrini ad alta energia provenienti dal cosmo. Il risultato ha dato concretezza a una ricerca inseguita a lungo e ha fornito le basi sperimentali per sviluppare una forma di astronomia fondata non soltanto sulla luce, ma anche sui segnali prodotti dai neutrini.
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Il riconoscimento a un solo vincitore
Halzen, 82 anni, è nato in Belgio nel 1944 e lavora negli Stati Uniti presso la University of Wisconsin-Madison. L’Accademia gli ha attribuito il riconoscimento per «i suoi contributi decisivi all’esperimento IceCube».
È l’unico destinatario del Nobel per la Fisica 2026. L’assegnazione celebra quindi sia il percorso personale del ricercatore sia l’importanza di IceCube, la cui attività ha consentito di osservare particelle cosmiche finora considerate quasi imprendibili.
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