Nadia, 2 anni senza tomba: la famiglia chiede una risposta
I resti della 17enne, morta nel 1979 in circostanze mai chiarite, sono ancora all’obitorio di Padova dopo la riesumazione disposta con la riapertura del caso.
La madre di Nadia Chiarello, ormai anziana, vorrebbe vedere la figlia nuovamente sepolta prima della propria morte. A due anni dalla riesumazione, però, i resti della ragazza sono ancora custoditi all’istituto di medicina legale di Padova e la famiglia attende indicazioni dalla Procura.
La legale dei familiari, Chiara Parolin, ha riferito che l’obiettivo è poter riavere il corpo della giovane e tornare sulla sua tomba. Gli esami disposti dagli esperti, secondo quanto dichiarato dalla professionista, si sarebbero conclusi, ma non è ancora arrivato un provvedimento per restituire i resti ai parenti.
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La famiglia aspetta una sepoltura
Nadia aveva 17 anni quando, nel 1979, scomparve dalla sua abitazione a Nogarole, nel Vicentino. Dieci giorni più tardi il suo corpo venne trovato in un fossato lungo una strada provinciale, davanti alla conceria dove lavorava come impiegata.
All’epoca la morte fu ricondotta a un incidente stradale e il fascicolo venne archiviato. I familiari, tuttavia, non hanno mai accettato quella ricostruzione e hanno continuato a sostenere che dietro la vicenda potesse esserci un omicidio.
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Un caso riaperto dopo decenni
Nel 2021 la Procura di Vicenza ha riaperto le indagini. Due anni fa è stata quindi autorizzata ed eseguita l’esumazione, con il trasferimento dei resti all’istituto di medicina legale di Padova per gli accertamenti.
«Da due anni la salma si trova all’obitorio, nonostante gli esami dei periti si siano conclusi», ha sottolineato Parolin. La famiglia chiede ora di sapere se le verifiche siano davvero terminate e, in tal caso, di poter procedere con una nuova sepoltura.
La legale ha definito questo passaggio un dovere nei confronti dei parenti, ricordando in particolare la volontà della madre di Nadia. I familiari continuano inoltre a sostenere che la ragazza sia stata uccisa, mentre resta in attesa di una risposta della Procura sulla sorte dei resti e sugli sviluppi dell’inchiesta.
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