Algoritmi e rivolte: Bruxelles avverte le piattaforme dopo i disordini
La Commissione europea valuta possibili interferenze straniere nelle proteste, mentre a Milano emergono chat Telegram usate per attirare giovani nei saccheggi.
«Le piattaforme devono assicurarsi che i loro algoritmi non vengano utilizzati in modo improprio in un contesto del genere». Il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ha richiamato la responsabilità dei gestori digitali, invitandoli a impedire che i sistemi di diffusione automatica amplifichino violenze e disordini.
Per il momento Bruxelles considera la gestione della crisi una competenza delle autorità nazionali. L’intervento europeo potrebbe però diventare necessario qualora il pericolo assumesse una dimensione «sistemica» o le piattaforme non garantissero collaborazione.
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La pista delle interferenze straniere
L’attenzione delle istituzioni europee si concentra soprattutto sulle proteste esplose in Francia. Fonti della sicurezza riferiscono che profili filorussi e riconducibili all’estrema destra, già associati ad altre campagne manipolative, avrebbero rilanciato immagini di scontri per aumentare la tensione.
Tra i possibili soggetti coinvolti vengono citati anche Iran e Algeria, sulla base delle valutazioni di alcuni esperti. La Commissione europea ha inoltre avviato un confronto con le autorità francesi sulla cooperazione delle piattaforme, compresa X, nella gestione di contenuti razzisti e violenti diventati rapidamente virali.
A Milano una chat scomparsa
In questo quadro si inserisce anche quanto accaduto nel capoluogo lombardo tra il 17 e il 18 ottobre. Alcuni giovani hanno raccontato che, attraverso un gruppo Telegram, venivano invitati a raggiungere il Duomo mentre altri partecipanti avrebbero infranto le vetrine.
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«Ci hanno detto che dovevamo solo andare in Duomo perché loro rompevano le vetrine e noi potevamo prendere scarpe, felpe e biciclette», ha riferito uno dei ragazzi. Il messaggio, secondo le testimonianze, presentava il saccheggio come un comportamento meno grave rispetto alla distruzione dei negozi, pur trattandosi comunque di beni sottratti illegalmente.
Il ruolo dei social tra i giovani
Il gruppo sarebbe stato cancellato dopo i disordini e non ne sarebbero rimaste copie o tracce verificabili. Più testimonianze, tuttavia, confermano che al suo interno erano state inserite circa mille persone.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha collegato episodi di questo tipo al tema della guerra ibrida. Durante il Defence Procurement Forum, a Villa Miani, a Roma, ha sostenuto che la capacità di sfruttare algoritmi e piattaforme per orientare le nuove generazioni rappresenti una minaccia persino più seria di quelle militari tradizionali.
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