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Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Morte dopo la dimissione a Milano: scattano gli accertamenti

La famiglia di una 89enne ha presentato denuncia dopo il decesso avvenuto poco dopo il rientro a casa; la Regione Lombardia ha incaricato Ats Milano di verificare il caso.

La denuncia dei familiari e un’indagine amministrativa dovranno chiarire cosa sia accaduto a una donna di 89 anni, morta martedì a Milano dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso della Clinica Città Studi. La struttura è un istituto privato convenzionato.

La Regione Lombardia ha affidato ad Ats Milano il compito di esaminare la vicenda. L’agenzia ha già costituito il gruppo di controllo incaricato di analizzare gli aspetti clinici, assistenziali e organizzativi del percorso seguito dalla paziente.


I sintomi e il ritorno a casa

Nei giorni antecedenti al ricovero, l’anziana aveva accusato dolore al torace e agli arti superiori, accompagnati da problemi respiratori. Una prima valutazione era stata effettuata nella sua abitazione, ma i disturbi non si erano risolti e avevano continuato a manifestarsi per più giorni.

Per questo la donna era stata accompagnata alla Clinica Città Studi. Dopo gli esami eseguiti durante la permanenza in pronto soccorso, i sanitari avevano disposto il rientro a domicilio nel giro di alcune ore. Una volta tornata a casa, però, le sue condizioni sono peggiorate nuovamente.

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Denuncia e verifiche sul percorso sanitario

I parenti si sono rivolti ai Carabinieri per chiedere che venga accertato se, nella gestione del caso, possano esserci state negligenze da parte dei medici. Quando sono stati chiamati di nuovo i soccorsi, il personale sanitario ha tentato di rianimare l’89enne, senza riuscire a salvarla.

Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ha espresso vicinanza alla famiglia e ha chiesto un esame completo della vicenda. «Vogliamo fare piena luce e ricostruire con attenzione e in modo puntuale quanto accaduto, nel rispetto del dolore della famiglia», ha dichiarato in una nota.

L’istruttoria di Ats Milano prenderà in considerazione la documentazione sanitaria disponibile e le modalità con cui è stata formulata la valutazione clinica conclusiva. La Regione ha precisato che il lavoro degli esperti dovrà svolgersi rispettando sia i compiti degli organismi competenti sia le eventuali iniziative dell’autorità giudiziaria.

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