Morte di Fakir, consulenti: tre concause e soccorsi critici
La relazione indica cocaina, cardiopatia e posizione prona tra gli elementi che contribuirono all’insufficienza respiratoria
La morte di Abderrahim Fakir, deceduto il 19 luglio a Bologna durante un intervento di polizia, sarebbe stata determinata da tre concause. I consulenti della Procura indicano l’intossicazione da cocaina, una grave patologia cardiaca e la permanenza a terra in posizione prona.
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Le cause del decesso
Secondo la relazione, Fakir morì per un’insufficienza respiratoria acuta associata all’intossicazione da cocaina. La sostanza avrebbe provocato un’estesa emorragia alveolare, con conseguente carenza di ossigeno, oltre ad agitazione psicomotoria e aumento della temperatura corporea.
La posizione prona, con le braccia bloccate dietro la schiena, avrebbe rappresentato un ulteriore fattore di aggravamento. Fakir rimase in quella posizione per circa 6 minuti e 27 secondi: per gli esperti si trattò di un elemento concorrente, di entità probabilmente minore e non sufficiente da solo a causare la morte.
Le criticità nei soccorsi
Nelle conclusioni, i consulenti contestano alcuni aspetti dell’intervento degli agenti e dei soccorritori della Croce Rossa. Le manovre, secondo la valutazione tecnica, non sarebbero state conformi ai protocolli dell’emergenza né per rapidità né per efficacia.
Gli esperti hanno tuttavia stimato intorno al 15% la probabilità che Fakir sopravvivesse anche se il soccorso fosse stato tempestivo e svolto correttamente. Le lesioni riscontrate sul corpo, comprese quelle riportate durante il contenimento, non avrebbero avuto un ruolo diretto nel decesso, pur documentando la violenza della colluttazione.
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Le frasi registrate dalla telecamera
Una telecamera indossata da uno degli agenti intervenuti in via Svevo ha registrato lo scambio avvenuto mentre Fakir era a terra: «È schiattato ah» e «Ca.. me ne frega a me». Le parole sono riportate nella parte iniziale della consulenza medico-legale.
Gli accertamenti hanno distinto tra traumi precedenti all’arrivo della polizia, come la frattura a un piede e la riapertura di una ferita al polso, e lesioni compatibili con le manovre di contenimento. Nessuna di queste, secondo i consulenti, avrebbe compromesso autonomamente le vie respiratorie o la circolazione cerebrale.
Le prossime decisioni della Procura
La procuratrice aggiunta Morena Plazzi e i pm Domenico Ambrosino e Francesca Arienti dovranno valutare il peso delle singole concause e il loro rapporto con l’esito finale. I magistrati si riuniranno mercoledì 28 ottobre per decidere come proseguire l’analisi del caso.
Nel registro delle annotazioni preliminari risultano sei persone: i due poliziotti che bloccarono Fakir e quattro volontari della Croce Rossa intervenuti per prestargli soccorso. L’iscrizione è legata all’ipotesi di omicidio colposo e alla possibile applicazione della causa di giustificazione prevista dal cosiddetto scudo. Il termine indicato per decidere se procedere con le indagini o chiedere l’archiviazione è il 19 novembre.
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