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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Fakir, tre concause nella morte dopo l’intervento di polizia

La consulenza di quasi 200 pagine è ora al vaglio dei magistrati bolognesi, chiamati a decidere entro il 19 novembre

La morte di Abderrahim Fakir sarebbe riconducibile a tre concause, secondo la consulenza tecnica depositata alla procura di Bologna.

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Gli elementi da mettere a confronto

Nessuno dei tre fattori individuati dagli esperti escluderebbe gli altri. I magistrati dovranno quindi stabilire quanto abbiano inciso, nel loro insieme, sull’esito fatale e sull’insufficienza respiratoria acuta che ha provocato il decesso.

Nel rapporto vengono indicati il contenimento a terra in posizione prona, con la conseguente compressione del corpo, l’assunzione di cocaina e alcune patologie cardiache. Fakir, 42 anni, è morto il 19 luglio durante un intervento della polizia.


La decisione entro il 19 novembre

Sono sei le persone attualmente iscritte nel registro delle annotazioni preliminari, il meccanismo definito “scudo” previsto in presenza di una possibile causa di giustificazione. Nell’elenco figurano i due agenti che avevano fermato Fakir e quattro volontari della Croce Rossa intervenuti in via Svevo per prestargli soccorso.

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Il termine per le valutazioni si avvicina: il 19 novembre la procura dovrà decidere se proseguire con le indagini per omicidio colposo nei confronti dei sei coinvolti oppure chiedere l’archiviazione delle rispettive posizioni.


Il rapporto esaminato dalla procura

La relazione, composta da quasi 200 pagine, è stata consegnata ai pm che seguono il procedimento. La procuratrice aggiunta Morena Plazzi e i sostituti Domenico Ambrosino e Francesca Arienti si riuniranno mercoledì 28 ottobre per esaminare le conclusioni degli esperti e definire i passaggi successivi.

Al centro del confronto ci sarà il peso da attribuire a ciascun elemento nella ricostruzione della morte. Dopo questa valutazione, i magistrati dovranno decidere come procedere sulle posizioni ancora aperte.

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