Morandi: per chi non vede la tecnologia è indispensabile
La presidente di International Mito Patients ha parlato al Festival del Cinema di Roma durante la presentazione di Vite in campo
Paula Morandi, presidente di International Mito Patients (Imp), ha spiegato quanto gli strumenti tecnologici siano essenziali per le persone non vedenti. Lo ha fatto a Roma, durante la presentazione del docufilm “Vite in campo”.
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Tecnologia e comunicazione
Per Morandi, l’accesso alla tecnologia consente a chi non vede di mantenere relazioni, autonomia e attività quotidiane. «La tecnologia è importante per una persona che non vede quanto l’aria che respiriamo», ha detto nel corso dell’incontro.
La presidente della federazione internazionale dei pazienti mitocondriali ha aggiunto che senza questi strumenti il rischio sarebbe l’isolamento: non poter comunicare con l’esterno significherebbe, secondo la sua testimonianza, rinchiudersi e rinunciare a fare qualsiasi attività.
Il percorso di Paula Morandi
Morandi ha raccontato di aver perso la vista 34 anni fa. I primi strumenti utilizzati per restare in contatto con gli altri sono stati la posta elettronica e uno dei primi computer dotati di sintesi vocale.
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Grazie a quelle tecnologie ha potuto continuare a guidare un’associazione culturale. L’organizzazione non si occupava direttamente di tematiche legate alla vista, ma svolgeva attività a favore di altre persone. «Senza la possibilità di comunicare con l’esterno non avrei mai potuto farlo», ha spiegato.
La presentazione del docufilm
“Vite in campo” è stato presentato al Festival del Cinema di Roma. Il docufilm è stato prodotto da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Chiesi Italia.
L’intervento di Morandi ha collegato la presentazione dell’opera al tema dell’accessibilità, mostrando il ruolo che i dispositivi tecnologici possono avere nella vita delle persone con disabilità visiva. La sua esperienza personale è partita dall’uso della posta elettronica e dei computer con sintesi vocale, strumenti che le hanno permesso di continuare a comunicare e a occuparsi dell’associazione.
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