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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Monopattino, la confessione del minorenne: «Gli ho tolto la mano

Il giovane ha ricostruito davanti agli investigatori le aggressioni a Roma e ha sostenuto che si trattasse soltanto di scherzi.

La scarpa smarrita durante l’azione è diventata uno degli elementi riferiti dal giovane agli inquirenti: il minorenne ha negato di aver colpito la vittima con un calcio e ha spiegato di essere tornato indietro per recuperarla. Nel frattempo, secondo il suo racconto, avrebbe aperto lo sportello della minicar per verificare se l’uomo fosse caduto.

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La vittima identificata come Iacopini

Il ragazzo ha collegato l’episodio al conducente di un monopattino, affiancato mentre si trovava in auto con l’altro giovane. A suo dire, sarebbe stato lui a sfilare la mano della vittima dal manubrio, provocandone la caduta.

Soltanto in seguito, leggendo la notizia sui giornali, avrebbe appreso il nome dell’uomo coinvolto: Davide Iacopini. La ricostruzione è stata resa dal minorenne ai carabinieri e ai magistrati, nell’ambito degli accertamenti sulle aggressioni.


«Erano soltanto scherzi»

«Sicuramente abbiamo fatto qualcosa, ma erano scherzi», ha dichiarato uno dei due giovani durante l’interrogatorio, ammettendo di aver preso parte agli episodi contestati. La frase, riferita dal Tg1, sintetizza la versione con cui il minorenne ha descritto le azioni compiute insieme al compagno.

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Il racconto riguarda le notti del 4 e del 5 ottobre. In entrambe le occasioni i due si sarebbero spostati a bordo di una minicar, alternando gli episodi ai giri in automobile nella zona di Roma.


Le altre aggressioni raccontate

Il 4 ottobre, secondo quanto riferito, i due avrebbero iniziato a circolare intorno alle 21.30, proseguendo fino all’una. Durante il tragitto il ragazzo avrebbe perso un berretto a Ponte Testaccio, lo stesso oggetto mostrato durante l’interrogatorio.

Poco dopo, sempre stando alla sua versione, avrebbe urlato contro un uomo in bicicletta con l’intento di spaventarlo. Il ciclista lo avrebbe inseguito senza però cadere; l’episodio sarebbe avvenuto attorno all’una e dieci, quando il giovane si sarebbe accorto di aver perso il cappello.

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