Moncalieri, blitz contro il data center da 4,5 miliardi
Extinction Rebellion contesta l’impianto previsto nell’ex Ilte e chiede di trasformare l’area dismessa in uno spazio utile alla comunità.
Fermare il progetto, risanare l’ex stabilimento Ilte e discutere con i cittadini una nuova destinazione per l’area: sono le richieste di Extinction Rebellion dopo l’azione compiuta a Moncalieri. Il movimento propone di valutare la rinaturalizzazione del sito oppure un utilizzo collegato all’emergenza abitativa.
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Un impianto che divide per i consumi
Secondo gli ambientalisti, la struttura progettata avrebbe dimensioni tali da richiedere una quantità di elettricità paragonabile a quella utilizzata complessivamente dalle famiglie piemontesi. Il dato viene indicato dal collettivo come uno degli aspetti più critici dell’operazione.
Extinction Rebellion richiama anche il rapporto del 2025 «Energia e intelligenza artificiale», pubblicato dall’Agenzia internazionale dell’energia. A giudizio del movimento, la diffusione di infrastrutture di questo tipo aggraverebbe il consumo di risorse, la dipendenza dai combustibili fossili e la difficoltà di ridurre le emissioni.
La protesta arriva sulle facciate
Durante la notte gli attivisti hanno lasciato messaggi sulle pareti dell’ex impianto industriale. Tra le scritte compaiono «No ai centri dati» e «Stop al fascismo tecnologico», mentre uno striscione esposto sull’edificio riportava l’invito a «Fermare l’ecocidio».
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L’ex Ilte si trova a Moncalieri, alle porte di Torino, ed è un complesso ormai inutilizzato. Proprio quell’area è coinvolta nell’iter autorizzativo per la possibile costruzione di un centro dati da 527 megawatt, sostenuto da un investimento stimato in 4,5 miliardi di euro.
Ambiente, salute e futuro dell’area
Il collettivo considera l’intervento incompatibile con gli obiettivi climatici e segnala possibili conseguenze sul piano ambientale, sanitario e sociale. La contestazione riguarda quindi non soltanto la quantità di energia necessaria, ma anche l’impatto complessivo di una struttura di grandi dimensioni.
Con l’iniziativa, Extinction Rebellion afferma di voler rivolgere un avvertimento alle amministrazioni chiamate a esaminare il progetto. La richiesta conclusiva è di escludere nuovo cemento e infrastrutture ad alto consumo, aprendo invece un confronto pubblico sul recupero dell’area.
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