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Cronaca 2 min di lettura42 min fa

Modena, la pista Isis per l’attacco con l’auto: cosa emerge

Una consulenza disposta dalla difesa di Giovanni, fratello della vittima Monica Esposito, segnala contenuti online riconducibili all’estremismo islamico.

Una bandiera dell’Isis pubblicata sulle reti sociali e ricerche dedicate ad attentati realizzati con coltelli o automobili contro la folla: sono gli elementi che, secondo una nuova consulenza, potrebbero collegare Salim El Koudri alla galassia dell’estremismo islamico. L’uomo, 31 anni, il 16 maggio si era lanciato con la propria macchina contro le persone che passeggiavano nel centro di Modena.

L’episodio aveva provocato la morte di Monica Esposito e il ferimento di altre otto persone. La donna è deceduta dopo due mesi di ricovero, a causa delle lesioni riportate nell’impatto. Gli accertamenti più recenti aggiungono quindi un nuovo profilo all’indagine sull’azione compiuta da El Koudri.

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I contenuti finiti sotto esame

La consulenza avrebbe individuato, tra le attività attribuite al 31enne, la pubblicazione di un’immagine con la bandiera dell’Isis. Non viene indicato soltanto il materiale condiviso: tra gli elementi analizzati figurano anche ricerche effettuate su internet.

In particolare, l’attenzione si sarebbe concentrata su articoli relativi ad attacchi condotti usando coltelli e veicoli lanciati contro gruppi di persone. Secondo l’interpretazione dell’esperto, questi riscontri potrebbero rappresentare segnali di una vicinanza ideologica all’estremismo islamico, senza che nel testo siano riportati ulteriori dettagli sulle modalità o sulla frequenza delle ricerche.


La consulenza chiesta dalla famiglia

Il nuovo elemento arriva da un esperto di terrorismo incaricato dal legale di Giovanni, il fratello di Monica Esposito. La consulenza è dunque destinata a esaminare il possibile significato dei comportamenti digitali attribuiti a El Koudri e il loro rapporto con l’azione nel centro di Modena.

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L’ipotesi prospettata avvicinerebbe l’attacco alla matrice jihadista. Al momento, tuttavia, il testo parla di simpatie presunte e di contenuti che potrebbero avere valore per l’indagine: non vengono riferiti, infatti, altri elementi conclusivi oltre alla bandiera dell’Isis e alle ricerche sugli attentati con coltelli e automobili.


Il bilancio dell’attacco a Modena

L’azione del 16 maggio ha colpito persone che stavano camminando nel centro cittadino. L’automobile guidata da El Koudri ha investito i passanti, causando una vittima e otto feriti.

Monica Esposito è rimasta ricoverata per due mesi prima di morire per le conseguenze delle ferite. La nuova consulenza si inserisce così nell’attenzione riservata alle motivazioni dell’attacco e potrebbe orientare ulteriormente la valutazione del contesto in cui è maturato.

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