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Cronaca 1 min di lettura6 giorni fa

Minori soli e rischio crimine: l’allarme della garante cambia il dibattito

Terragni chiede percorsi di accoglienza più solidi mentre torna centrale il tema dei bambini stranieri in classe e del decreto sul tetto annunciato dal governo.

L’accoglienza dei minori stranieri senza accompagnamento torna al centro della discussione, ma stavolta il punto non è solo quante presenze gestire nelle scuole. La Garante nazionale dell’infanzia richiama l’attenzione su un passaggio più delicato: per i ragazzi arrivati soli servono percorsi di qualità, altrimenti il rischio è di lasciarli esposti a contesti criminali.

La denuncia arriva mentre il governo prepara il decreto sul limite ai bambini stranieri per classe, misura che ha riacceso il confronto sulle politiche di inclusione. Nel suo ragionamento, il nodo non riguarda soltanto l’ingresso nel sistema scolastico, ma la capacità di seguire questi minori con progetti strutturati di accoglienza e integrazione.


L’allarme sui ragazzi non accompagnati

Terragni segnala che una quota compresa tra il 10 e il 20 per cento dei ragazzi stranieri non accompagnati finisce nel circuito penale. Il dato, per come viene richiamato, viene usato per sottolineare quanto sia fragile il percorso di chi arriva senza una rete familiare alle spalle.

Da qui la richiesta di rafforzare i progetti dedicati a questi minori. L’idea è evitare che l’assenza di sostegno, orientamento e protezione trasformi l’arrivo in Italia in un terreno favorevole per forme di sfruttamento o devianza.

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Il nodo dell’accoglienza di qualità

Nel messaggio della Garante, la parola chiave è qualità. Non basta collocare i minori in un sistema di ospitalità formale: secondo la sua impostazione, serve un accompagnamento capace di favorire integrazione, tutela e inserimento reale.

Il dibattito politico sul tetto in classe, intanto, rischia di spostare l’attenzione su un solo aspetto del problema. Il richiamo che arriva in queste ore prova invece a riportare il focus su ciò che succede dopo l’arrivo, quando la differenza la fanno i progetti costruiti attorno ai minori più vulnerabili.

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