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Cronaca 2 min di lettura12 ott

Minicar nera, il rischio emulazione: la richiesta dopo le aggressioni a Roma

Il Codacons sollecita più controlli mentre la procura passa al setaccio i filmati e valuta nuovi elementi utili a identificare i responsabili.

L’ipotesi di gesti imitativi preoccupa il Codacons, che considera le aggressioni compiute a Roma un fatto ben più grave di una semplice bravata. L’associazione ha quindi chiesto un rafforzamento dei controlli sulle strade della Capitale, dopo gli episodi attribuiti a due giovani a bordo di una minicar scura.

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Più controlli contro l’emulazione

In un’istanza indirizzata al questore di Roma, il Codacons ha sollecitato interventi per aumentare la vigilanza e proteggere chi si sposta in bicicletta o sul monopattino. Secondo l’organizzazione, colpire persone in movimento con tubi e calci può provocare conseguenze gravissime, anche mortali.

L’associazione ha inoltre richiamato il precedente dell’omicidio di Luca Varani, avvenuto nel 2016. Marco Prato e Manuel Foffo, ha ricordato il Codacons, la notte precedente al delitto avevano attraversato in automobile diverse zone della città alla ricerca di una vittima. Da qui il timore che la vicenda attuale possa diventare un modello per altri ragazzi: «Il rischio è che ora simili gesti sconsiderati possano essere emulati da altri giovani».


Un cappello può diventare una prova

Nel fascicolo aperto per tentato omicidio è stato inserito anche un berretto. Il copricapo sarebbe stato abbandonato dai responsabili dopo l’aggressione a un ragazzo sul ponte Testaccio e potrebbe essere sottoposto ad accertamenti per ricavare elementi utili all’indagine.

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Gli investigatori stanno anche verificando la denuncia presentata il 7 ottobre da un avvocato, padre di due minorenni. L’uomo ha segnalato la sottrazione di una minicar nera con motore diesel, che sarebbe stata portata via dopo le 20.30 del 5 ottobre: il mezzo potrebbe essere collegato agli episodi ricostruiti dagli inquirenti.


Quaranta telecamere per seguire il mezzo

Il lavoro investigativo, coordinato dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, comprende l’esame di circa 40 sistemi di videosorveglianza. Le immagini provengono soprattutto da Monteverde Vecchio, dove si sarebbero verificati alcuni blitz, e da Testaccio.

L’obiettivo è ricomporre gli spostamenti della minicar e trovare una ripresa abbastanza nitida da consentire la lettura della targa. Tra il 4 e il 5 ottobre, oltre all’attore Davide Iacopini, altre cinque persone sarebbero state aggredite dai due giovani. Iacopini è ancora ricoverato all’ospedale San Camillo e la prognosi resta riservata.

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