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Cronaca 2 min di lettura46 min fa

Militari con poteri di polizia? I sindacati lanciano l’allarme

Le organizzazioni degli agenti contestano l’ipotesi di ampliare le funzioni giudiziarie delle forze armate e chiedono risorse per il personale.

Prima di destinare altri fondi all’impiego dei militari, il governo dovrebbe saldare le pendenze con gli agenti e garantire loro condizioni di servizio adeguate. Il Siap chiede di reperire «117 milioni di euro per gli straordinari svolti dai poliziotti nel 2025 e ancora non pagati» e altri 25 milioni per gli alloggi destinati al personale trasferito o impegnato in missione.

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Le risorse restano la priorità

Secondo i sindacati, il problema non riguarda soltanto le somme ancora da versare. Servono anche assunzioni, formazione, mezzi e protezioni capaci di sostenere il lavoro quotidiano degli agenti, soprattutto durante gli appuntamenti che richiedono un forte dispositivo di sicurezza.

Dall’inizio dell’anno, la quota dei rinforzi destinati a manifestazioni, incontri sportivi e altri eventi composta da poliziotti è arrivata al 68%. In questo quadro, le organizzazioni di categoria ritengono necessario concentrarsi prima sulle carenze interne alla Polizia.


Ruoli diversi, responsabilità precise

L’ipotesi di attribuire ai militari ulteriori competenze di polizia giudiziaria viene considerata rischiosa dalle rappresentanze degli agenti. Giuseppe Tiani, segretario del Siap, osserva che le attività capaci di incidere sui diritti fondamentali richiedono preparazione mirata, pratica sul campo e una struttura amministrativa adeguata.

Anche l’Associazione nazionale funzionari di polizia teme conseguenze sul piano operativo. A suo giudizio, assegnare alle forze armate prerogative oggi riferite a prefetti e questori potrebbe creare sovrapposizioni, dubbi sulle responsabilità e difficoltà nella catena di comando, specialmente negli scenari più delicati.

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La proposta riapre il caso sicurezza

Nel dibattito è tornata anche la legge 121 del 1981, che segnò la smilitarizzazione della Polizia. L’Anfp la considera un elemento fondante dell’assetto democratico della sicurezza e sostiene che non debba essere rivista sulla spinta di una situazione emergenziale.

Il Silp Cgil definisce l’eventuale intervento «un salto nel buio», sottolineando la distanza tra la preparazione delle forze armate e la gestione di una piazza. Il Coisp, attraverso il segretario Domenico Pianese, giudica invece «malsana» la ricerca di soluzioni rapide e invita a rafforzare gli organici e l’addestramento.

La discussione nasce dalla proposta del ministro della Difesa Guido Crosetto di inserire nel prossimo decreto sicurezza la possibilità di ampliare i poteri di polizia giudiziaria dei militari. La posizione contraria dei sindacati di Polizia si è saldata con le perplessità attribuite al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al capo della Polizia Vittorio Pisani, rendendo incerto il futuro della misura.

A sostegno delle proprie richieste, Pianese ha ricordato che, nelle recenti manifestazioni, 1.580 dei 2.140 rinforzi inviati alle questure italiane erano poliziotti: il 74% del totale. Un dato che, secondo il sindacato, dimostra il peso già sostenuto dalla Polizia nel controllo dell’ordine pubblico.

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