Milano, vetrine blindate e negozi divisi: l’appello di Sala
Dopo gli assalti del fine settimana, alcuni esercizi del centro si preparano a chiudere mentre altri scelgono di restare aperti.
Pannelli di compensato sulle vetrine, serrande abbassate e appuntamenti cancellati: nel centro di Milano diversi commercianti si stanno organizzando in vista di possibili nuovi disordini. La decisione non è uniforme, ma la paura per quanto accaduto nello scorso fine settimana ha già modificato i programmi di molte attività.
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Sala chiede di non cedere al timore
Il sindaco Giuseppe Sala ha invitato i negozianti a mantenere aperti gli esercizi, pur riconoscendo che la scelta finale spetta ai singoli titolari. «Se si diffonde il panico poi non succede più nulla», ha detto a margine di una conferenza stampa, aggiungendo che intende recarsi personalmente a fare acquisti in un negozio.
Il primo cittadino ha anche auspicato una maggiore presenza delle istituzioni nazionali accanto a Milano. Rispondendo alle domande su un possibile contatto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Sala ha spiegato di non aver ricevuto telefonate e ha definito utile un confronto più stretto con le amministrazioni locali. A suo giudizio, davanti a problemi di questo tipo, le differenze politiche dovrebbero lasciare spazio alla collaborazione.
In centro aumentano le precauzioni
In via Orefici almeno quattro negozi hanno scelto di non aprire e, entro sera, le vetrine saranno protette con pannelli di legno. Un responsabile di un punto vendita vicino a piazza Cordusio ha riferito che la decisione è legata sia alla paura sia alle indicazioni ricevute dalle forze dell’ordine, anche per la presenza di marchi molto apprezzati dai più giovani, come Timberland e North Face. Tra le attività che resteranno chiuse figura anche Tommy Hilfiger.
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La stessa strada aveva già registrato danneggiamenti durante le tensioni di sabato e domenica. Una commessa di un negozio di jeans ha raccontato che i lavoratori si erano avvertiti a vicenda quando erano iniziati i vandalismi, riuscendo a mettere in sicurezza l’attività. Una vetrina è stata infranta, ma il punto vendita, almeno per ora, prevede di rimanere aperto.
Galleria aperta, ma con meno clienti
In via Torino, teatro di scontri nei giorni scorsi, la situazione resta invece incerta: alcuni esercenti stanno ancora valutando il da farsi, mentre altri hanno già deciso di abbassare la serranda. Il clima di prudenza riguarda anche la Galleria Vittorio Emanuele II, dove i negozi del lusso, tra cui Louis Vuitton e Rolex, al momento non hanno ricevuto indicazioni per la chiusura.
Per limitare i rischi, però, sono possibili protezioni aggiuntive sulle vetrine. Una dipendente ha spiegato che durante il precedente fine settimana il personale e i clienti erano rimasti all’interno per circa due ore, uscendo poi da un ingresso secondario. Gli appuntamenti con la clientela fissati per la giornata successiva sono stati sospesi, proprio per evitare di esporre i visitatori a una situazione considerata incerta.
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