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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Milano, 16 arresti dopo la guerriglia: ora si cercano tutti i responsabili

Tra i fermati figurano 11 minorenni, mentre istituzioni e forze dell’ordine valutano nuovi arresti e il risarcimento dei danni provocati durante gli scontri.

«Chi rompe paga»: Matteo Salvini rilancia la proposta di chiedere una cauzione a chi organizza cortei e manifestazioni, dopo le devastazioni avvenute a Milano e in altre città. Il leader della Lega sostiene che gli autori dei danneggiamenti debbano essere identificati e chiamati a rispondere personalmente delle conseguenze.

Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto chiede di individuare, senza eccezioni, chi ha partecipato alle distruzioni. Secondo Crosetto, il costo dei danni dovrebbe ricadere sui responsabili e, pro-quota, sulle loro famiglie, distinguendo tra beni pubblici, attività private e persone colpite.

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I minorenni tra gli arrestati

Nel bilancio giudiziario degli scontri compaiono 16 arresti, sui 72 accompagnamenti effettuati negli uffici di via Fatebenefratelli. Undici delle persone fermate sono minorenni; tra loro c’è anche una ragazza, come riferito dal Tribunale per i Minorenni.

Le accuse contestate, a seconda delle posizioni, comprendono devastazione, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Il quadro è ancora in evoluzione, perché gli investigatori stanno esaminando il materiale raccolto durante la manifestazione.


Barricate e negozi devastati

Alla protesta organizzata dal Movimento Italia in Piazza avevano preso parte circa 5 mila persone. Secondo la ricostruzione della Questura, gruppi di giovani, molti dei quali con il volto coperto e abiti scuri, avrebbero iniziato a lanciare oggetti in via Broletto, dando vita a scontri che avrebbero coinvolto circa 2 mila ragazzi.

Durante i ripetuti spostamenti dei manifestanti sarebbero state danneggiate un’auto dei Carabinieri e diverse attività commerciali. Un esercizio dedicato a calzature e abbigliamento sportivo, nella zona di San Babila, sarebbe stato saccheggiato; nell’episodio sarebbe stato aggredito anche un addetto alla sicurezza.

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La situazione si sarebbe poi estesa a corso Italia e via Torino, dove transenne, cestini e fioriere furono spostati sulla carreggiata per ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine. Per contenere i disordini furono effettuate cariche di alleggerimento, con l’impiego anche di lacrimogeni; la guerriglia si concluse intorno alle 22.30.


Indagini aperte e conto dei danni

La Digos milanese sta cercando altri possibili responsabili attraverso i filmati delle telecamere e le numerose riprese circolate sulle piattaforme digitali, compresi i video pubblicati su TikTok. La Questura valuta anche il ricorso all’arresto in flagranza differita, che consente di intervenire dopo i fatti quando immagini e registrazioni documentano con chiarezza la condotta degli indagati.

Nel frattempo il Comune ha iniziato a quantificare le conseguenze economiche. Giuseppe Sala ha spiegato che l’amministrazione sta raccogliendo i dati sui danni per consentire il rimborso a chi li ha subiti, mentre gli addetti comunali hanno proseguito le operazioni di pulizia già avviate nella serata degli scontri.

Il sindaco ha inoltre descritto gli autori delle violenze come gruppi difficili da ricondurre alle categorie tradizionali dell’antagonismo politico. A suo giudizio, si tratta di realtà che prendono spunto da conflitti internazionali e possono confondere le ragioni delle proteste legittime con azioni pericolose; per questo ha chiesto un’attività di analisi e prevenzione più efficace.

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