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Cronaca 4 min di lettura1 ora fa

Menopausa, il silenzio pesa: cosa chiedono davvero le donne

Più informazione, cure personalizzate e dialogo con i medici: la survey fotografa sintomi ancora nascosti e conoscenze incomplete sui rischi futuri.

«La menopausa è una fase naturale della vita che coinvolge milioni di donne e merita ancora più attenzione e consapevolezza», ha affermato Simona Gatti, direttore medico di Bayer Italia. Secondo la manager, servono occasioni di confronto basate su informazioni chiare e rigorose, così che i disturbi non vengano considerati un destino inevitabile.

Le richieste emerse dalla ricerca sono soprattutto concrete: il 51,9% delle intervistate vorrebbe indicazioni più utili per affrontare questo periodo, mentre il 47% chiede prodotti e farmaci più efficaci. Il 42,9% indica la necessità di servizi e professionisti specializzati sul territorio; il 42% desidera inoltre che la menopausa non venga interpretata come l'inizio della vecchiaia.

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Il dialogo con i medici resta fragile

I dati arrivano da una rilevazione condotta da AstraRicerche per Bayer Italia su mille donne italiane tra i 50 e i 70 anni, in vista della Giornata mondiale della menopausa del 18 ottobre. Il 70,6% ritiene che oggi l'argomento sia affrontato con maggiore apertura rispetto al passato, ma per il 65,2% il confronto pubblico rimane ancora insufficiente.

La distanza più evidente riguarda il rapporto con i professionisti sanitari. Il 26,8% non ha mai parlato di menopausa con un medico e il 21,9% lo ha fatto soltanto una volta. Tra le donne che hanno disturbi, il 30,8% non li ha riferiti al curante: per il 63,7% la motivazione è che si tratta di una condizione naturale o non abbastanza importante da richiedere attenzione clinica.


Sintomi nascosti e lavoro più difficile

Quasi tutte le partecipanti hanno sperimentato almeno un problema associato alla menopausa, tra insonnia, vampate, variazioni dell'umore e riduzione del desiderio sessuale. I disturbi del sonno moderati o gravi riguardano il 40,7%, mentre il 37,3% segnala vampate di intensità analoga; il 62,4% di chi ne ha sofferto ha rinunciato a un'attività o l'ha svolta peggio del previsto.

Nell'ultimo mese, i sintomi hanno limitato le attività per una media di 4,2 giorni. Anche il lavoro ne risente: il 33,9% denuncia maggiori difficoltà di concentrazione. Tra le lavoratrici con vampate quotidiane moderate o severe, il 32% riferisce giornate con un rendimento più basso; la percentuale sale al 56% tra chi dorme male almeno 4 notti alla settimana.


Rimedi cercati, ma poche terapie

Di fronte alle vampate, l'86,9% delle donne ha sperimentato almeno una soluzione, soprattutto attraverso cambiamenti nelle abitudini o accorgimenti pratici. Per il sonno, invece, il 92,5% ha provato a intervenire in qualche modo.

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Nonostante questi tentativi, il 42,7% delle donne con sintomi non segue alcun rimedio o trattamento e appena il 9,3% assume una terapia prescritta dal medico. Rossella Nappi, professore ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'università di Pavia, Policlinico San Matteo, e presidente della Società internazionale della menopausa, sottolinea che «non esiste una sola menopausa e non esiste una sola risposta ai suoi sintomi». Le possibilità, spiega, comprendono interventi sullo stile di vita e opzioni ormonali o non ormonali, da valutare in base alla storia clinica e alle preferenze individuali.


Informazione alta, conoscenze incomplete

Il 61,1% delle intervistate si considera molto o abbastanza informato sulla menopausa, ma la familiarità percepita non coincide sempre con una preparazione completa. Il 59,1% sa collegarla alla riduzione della massa ossea; soltanto il 24,7% la associa al rischio cardiovascolare, il 24,2% al colesterolo e il 15,1% alla glicemia.

Per Nappi, la menopausa non riguarda soltanto i disagi quotidiani: la diminuzione degli estrogeni accompagna cambiamenti che interessano anche la salute dello scheletro e del cuore. Vampate moderate o severe possono rappresentare un segnale da non trascurare e rendono opportuno parlarne con il medico per valutare lo stato generale e le strategie preventive.


La richiesta di supporto va oltre la cura

Solo circa un terzo delle donne vorrebbe semplicemente che si parlasse di più di menopausa; il bisogno è rivolto soprattutto agli uomini e alla famiglia, più che ai mezzi di informazione. Il 18,1% chiede sostegno sul posto di lavoro e una quota identica invoca maggiori investimenti nella ricerca, mentre l'11,3% indica l'utilità di gruppi di confronto tra donne.

Le aspettative si riflettono nel giudizio sul sistema sanitario: il 54,5% ritiene che non dedichi ancora sufficiente attenzione alle donne in questa fase. La survey evidenzia così una contraddizione: il tema è più visibile rispetto al passato, ma sintomi, prevenzione e conseguenze a lungo termine restano spesso fuori dal colloquio con il medico.

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