Meloni, due fronti incandescenti: voto segreto e diesel più caro
Il governo deve gestire insieme la stretta finale sulla legge elettorale e la ricerca di risorse per frenare l’aumento del gasolio.
«Ci stiamo ragionando, non c'è una decisione, vediamo, ci stiamo lavorando». Maurizio Leo, viceministro all'Economia, ha così descritto lo stato delle valutazioni sul possibile rinnovo dello sconto fiscale applicato al gasolio. La risposta conferma che l'esecutivo non ha ancora individuato una soluzione definitiva mentre il prezzo del diesel continua a salire.
Sul gasolio manca ancora la copertura
La proroga dell'agevolazione legata alle accise mobili richiede nuove risorse finanziarie. Governo, associazioni dei consumatori e forze di opposizione chiedono un intervento rapido, ma al momento Palazzo Chigi prende tempo proprio perché il problema principale resta trovare i fondi necessari.
Tra le alternative esaminate compare anche un ritocco alla tassazione indiretta su altri beni. Si tratta, tuttavia, di una possibilità ancora allo studio, priva per ora di effetti concreti e non accompagnata da una decisione ufficiale.
Il rincaro del carburante si inserisce in una fase delicata per Giorgia Meloni. Nelle prossime ore l'esecutivo deve infatti affrontare anche il passaggio decisivo della nuova normativa elettorale, trasformando due questioni diverse in altrettanti banchi di prova politici.
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Il voto segreto resta il passaggio chiave
Alla Camera il provvedimento ha già superato i primi due voti di fiducia, relativi agli articoli 1 e 2. Il terzo appuntamento è previsto oggi, mentre il momento più rischioso arriverà giovedì, quando l'Aula sarà chiamata a pronunciarsi sull'approvazione conclusiva con scrutinio segreto.
È proprio questa modalità a preoccupare la maggioranza: eventuali franchi tiratori potrebbero far saltare il testo e, secondo quanto viene dato per acquisito nel quadro politico, un esito negativo avrebbe conseguenze immediate sulla sopravvivenza del governo. Finora, però, il centrodestra ha mantenuto una posizione compatta nelle votazioni.
Nel centrosinistra l'approvazione viene ormai considerata probabile, tanto che l'attenzione si è già spostata sull'eventuale giudizio della Consulta. Le giornate di oggi e domani restano comunque decisive per la tenuta dell'esecutivo, stretto tra l'incognita parlamentare e la pressione sul costo del diesel.
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