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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Caserta, turni massacranti e paghe da fame: l’inchiesta sui braccianti

Per oltre due anni i carabinieri hanno raccolto elementi sul lavoro imposto a migranti senza permesso tra Villa Literno e Mondragone.

Quattordici ore nei campi, senza pause legate alla malattia e con una paga calcolata a cassetta: è il quadro emerso da un’indagine sullo sfruttamento di lavoratori stranieri nel Casertano. L’attività, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha portato all’adozione di provvedimenti tra Villa Literno e Mondragone.


Giornate senza tregua nei campi

I braccianti sarebbero stati impiegati ogni giorno della settimana, affrontando sia il maltempo sia le temperature elevate. I turni potevano arrivare a 14 ore quotidiane, mentre il compenso oscillava tra 80 centesimi e un euro e mezzo per ogni cassetta raccolta.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, agli operai non sarebbe stata riconosciuta la possibilità di assentarsi per motivi di salute. Anche l’uso del telefono sarebbe stato limitato, in un contesto descritto come sottoposto a una sorveglianza continua.


Il controllo dei caporali

A esercitare la pressione sui lavoratori sarebbero stati i caporali. Gli addetti rischiavano di perdere l’occupazione se si allontanavano durante i controlli delle forze dell’ordine, se la produttività risultava insufficiente oppure quando si ammalavano.

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Le persone coinvolte erano migranti extracomunitari privi del permesso di soggiorno, una condizione che avrebbe aumentato la loro vulnerabilità. In alcuni casi, sempre secondo gli elementi raccolti, l’unico modo per sottrarsi a quelle condizioni sarebbe stato abbandonare il lavoro.


Due anni di accertamenti

Gli approfondimenti sono stati condotti per più di due anni dai carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro di Caserta, sotto il coordinamento della Procura di Santa Maria Capua Vetere. L’operazione si è concentrata sull’area agricola compresa tra Villa Literno e Mondragone.

Al termine dell’attività investigativa sono scattati provvedimenti nei confronti dei soggetti ritenuti coinvolti. Il quadro contestato riguarda le modalità di impiego, la retribuzione e il controllo esercitato sui braccianti.

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