Amanda Knox torna a Perugia: il ricordo più intimo dal carcere
Nel quindicesimo anniversario dell’assoluzione, Knox ha condiviso immagini e parole legate ai suoi anni in Italia.
Tra le immagini pubblicate da Amanda Knox ce n’è una dal forte valore personale: nella foto compare don Saulo, il sacerdote che prestava servizio come cappellano nel carcere di Perugia durante la sua detenzione. Un ricordo legato al sostegno ricevuto negli anni più difficili della vicenda giudiziaria.
Il ricordo del cappellano
Accanto allo scatto, Knox ha spiegato il significato di quella presenza con queste parole: «Il prete che mi ha tenuto per mano in quegli anni quando la mia famiglia non poteva». Il messaggio è stato inserito nella serie di ricordi condivisi attraverso il suo profilo su X.
La pubblicazione arriva insieme ad altre immagini del suo ritorno in Italia. Knox ha raccontato di avere attraversato Venezia, Milano e Roma «a testa alta», affidando ai suoi messaggi una memoria personale degli anni trascorsi nel Paese.
La foto davanti al tribunale
Tra le fotografie diffuse compare anche un selfie scattato davanti al palazzo di giustizia di Perugia. In quella sede si erano svolte le udienze dei primi due gradi del procedimento per la morte di Meredith Kercher.
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Rievocando una delle sue visite in Italia, Knox ha ricordato il luogo con una frase riferita alla condanna e alla successiva assoluzione: «Ho visitato anche il tribunale dove sono stata condannata a 26 anni, dove folle di locali scandivano “Vergogna” quando sono stata assolta».
Il post è stato pubblicato a 15 anni dall’assoluzione ottenuta in appello, che aveva portato anche alla sua scarcerazione nel processo per l’omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher.
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