Medici, l’allarme del 2026: gli addii superano i pensionamenti
«Il 2026 ci dirà se si è trattato di un incidente di percorso o dell’inizio di una frana».
«Il 2026 ci dirà se si è trattato di un incidente di percorso o dell’inizio di una frana». Pierino Di Silverio, segretario di Anaao Assomed, descrive così il rischio legato all’aumento delle uscite volontarie dagli ospedali pubblici. Secondo il sindacato, il sistema potrebbe vanificare i risultati ottenuti con l’ingresso di nuove leve se non verranno adottate misure per trattenere i professionisti già in servizio.
L’organizzazione propone un intervento articolato in 10 punti e chiede alle istituzioni di «passare dalle parole ai fatti». Tra le priorità indicate figurano nuove regole per la formazione specialistica, retribuzioni più vicine ai livelli europei e condizioni di lavoro meno gravose.
Un piano per trattenere i medici
Anaao Assomed vorrebbe rendere permanente il Decreto Calabria e trasformare la specializzazione in un vero contratto di formazione-lavoro. Il sindacato propone anche di alleggerire la tassazione sul salario accessorio e di portare gli stipendi verso la media europea.
Sul fronte della sicurezza, la richiesta riguarda assicurazioni più solide e obbligatorie per le strutture sanitarie. Per il Mezzogiorno vengono sollecitati incentivi economici e avanzamenti di carriera, mentre riposi, congedi parentali, sicurezza nei reparti e qualità della vita dovrebbero essere tutelati con maggiore efficacia. Tra le proposte figura infine un osservatorio nazionale permanente, incaricato di seguire le ragioni delle dimissioni e le destinazioni dei professionisti.
Il sorpasso che preoccupa gli ospedali
Nel 2025 le dimissioni volontarie hanno raggiunto quota 3.767, superando i 2.876 medici usciti dal lavoro per pensionamento. Rispetto ai 1.503 abbandoni registrati nel 2024, l’incremento è stato del 150%; gli addii hanno coinvolto il 3,5% dei medici della sanità pubblica, un livello mai toccato nemmeno durante le fasi più dure della pandemia.
Il fenomeno è emerso in 12 regioni su 20, dove le uscite anticipate hanno superato i pensionamenti. Il dato non riguarda soprattutto professionisti prossimi alla fine della carriera: l’età media di chi lascia il servizio si aggira infatti intorno ai 48 anni. Nel Lazio, in Trentino-Alto Adige, in Friuli-Venezia Giulia e in Sardegna, il rapporto tra dimissionari e pensionati varia da 2,4 a 3,3.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Nord e Sud seguono strade diverse
La distribuzione dei medici continua a mostrare una forte differenza territoriale. Nell’ultimo decennio il Centro-Nord ha guadagnato 4.029 professionisti, pari a una crescita del 5,9%, mentre il Mezzogiorno ne ha persi 1.166, con una diminuzione del 3,1%.
Le contrazioni più pesanti degli organici hanno colpito la Basilicata, scesa del 24,6%, il Molise, arretrato del 17,2%, la Valle d’Aosta, con una riduzione del 14,2%, e la Calabria, che ha perso il 12,6% dei medici. Parallelamente, tra il 2015 e il 2024 l’età media del personale ospedaliero è diminuita di due anni e sette mesi tra gli uomini e di due anni e quattro mesi tra le donne.
Il ricambio è stato favorito anche dal Decreto Calabria: dal 2019 al 2025 ha consentito l’ingresso di quasi 10.000 giovani medici e ha contribuito fino al 43% delle assunzioni a tempo determinato. Ma nel 2025, ogni 100 assunzioni a tempo indeterminato è stata accompagnata da 43 dimissioni; considerando anche pensionamenti e altre uscite, i medici che hanno lasciato gli ospedali pubblici sono stati 77 ogni 100 nuovi ingressi.
Per Di Silverio, le partenze non sono spiegabili come semplice mobilità professionale. Tra le cause indicate dal sindacato ci sono turni troppo pesanti, compensi inferiori agli standard europei, condizioni che espongono all’esaurimento psicofisico, una burocrazia crescente e le aggressioni subite nei reparti.
Continua a leggere
SuperEnalotto, nessun 6: tre vincitori e jackpot da 35,7 milioni
La combinazione del 2 ottobre 2026 non assegna il premio massimo, ma premia tre schedine con oltre 45mila euro ciascuna.
Gabrielli in campo: il nome che può riaprire la partita del centrosinistra
L’ingresso dell’ex capo della Polizia nel progetto Più Uno riaccende il confronto sulla leadership e sull’elettorato moderato del Campo largo.
Ricina a Pietracatella, il giallo continua: ascoltate due donne
Le due persone convocate non sono legate alle vittime, ma a testimoni già sentiti dagli investigatori; al momento non risultano indagati.
Motegi, il duello per il titolo riparte all’alba: orari e diretta
Jorge Martin difende il primato su Marc Márquez e Marco Bezzecchi nel Gran Premio del Giappone, con qualifiche e Sprint Race in programma a Motegi.