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Cronaca 2 min di lettura4 ore fa

Mattia Liguori, la richiesta della madre dopo un anno: «Serve educare

A Roma una marcia ricorderà il 17enne morto in bicicletta e chiederà interventi concreti contro la velocità e per la protezione degli utenti più esposti.

Una condanna diversa dal carcere, ma capace di lasciare un segno educativo: è ciò che Martina Liguori chiede per la persona accusata di aver travolto e ucciso suo figlio Mattia Nicholas, 17 anni, mentre pedalava lungo Corso Francia. A un anno dalla tragedia, la madre ha organizzato a Roma una manifestazione per ricordare il ragazzo e riportare al centro il tema della sicurezza stradale.


La decisione spetta al giudice

Dopo la chiusura delle indagini, l’indagato ha presentato una richiesta di patteggiamento a due anni, con sospensione condizionale e senza menzione della pena. Il pubblico ministero ha dato parere favorevole; ora il procedimento è in attesa della valutazione del giudice dell’udienza preliminare.

Martina Liguori chiarisce di non puntare alla detenzione. «Non sono qui a chiedere che questo ragazzo paghi col carcere ma chiedo una condanna educativa», ha affermato, indicando nei servizi sociali una possibile forma di responsabilizzazione.


La dinamica resta al centro

Secondo il racconto della madre, Mattia stava arrivando da Ponte Milvio e aveva iniziato ad attraversare quando il semaforo era rosso per le auto. Una vettura si era arrestata per lasciarlo passare sulle strisce, ma un’altra automobile sarebbe sopraggiunta rapidamente, cambiando più volte corsia e superando a destra il veicolo fermo.

La consulenza disposta dalla procura avrebbe stimato la velocità dell’auto in oltre 90 chilometri orari. Sul luogo non risultavano telecamere e non sarebbero state trovate tracce di frenata; l’impatto avrebbe proiettato il giovane a più di 60 metri. La ricostruzione è stata riferita dalla madre, che ha sottolineato la gravità delle conseguenze.

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Una marcia per cambiare strada

Il corteo partirà sabato alle 16.30 da piazzale Flaminio e attraverserà il centro di Roma con partecipanti a piedi e in bicicletta. L’obiettivo è chiedere più protezione per pedoni e ciclisti, sollecitando le istituzioni ad adottare misure verificabili sulla prevenzione, sui controlli della velocità e sulla riduzione dei pericoli lungo le strade.

Durante il percorso saranno distribuiti materiali informativi. Alcune biciclette porteranno sagome a grandezza naturale di giovani morti in incidenti stradali, mentre in vari punti sono previste azioni lampo di sensibilizzazione. La giornata si concluderà intorno alle 21 con un concerto affidato a giovani artisti e gruppi emergenti.


«La strada appartiene a tutti»

La manifestazione vuole coinvolgere non soltanto i cittadini, ma anche chi ha responsabilità nelle politiche sulla mobilità. Per la madre di Mattia, una morte sulla strada non deve essere archiviata come un evento inevitabile né accettata come il prezzo della circolazione quotidiana.

«Non vogliamo che la perdita di una vita sulla strada venga percepita come una fatalità inevitabile», ha detto Martina Liguori, richiamando il ruolo dei controlli e delle sanzioni. A suo avviso, l’impiego di più autovelox e multe efficaci potrebbe rappresentare un deterrente economico, mentre la sicurezza dovrebbe partire dal riconoscimento della strada come spazio condiviso da automobilisti, pedoni e ciclisti.

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