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Cronaca 3 min di lettura6 giorni fa

Mattarella a Torino: il cibo diventa una sfida per la pace

A Terra Madre il capo dello Stato collega biodiversità, agricoltura e futuro comune, mentre Cirio e Lo Russo rilanciano l’eredità di Petrini e il significato politico dell’incontro.

Torino ha trasformato Terra Madre in un messaggio pubblico sulla convivenza: il richiamo più forte è arrivato dal Quirinale, con Sergio Mattarella che ha legato la tutela del cibo alla difesa della pace. Nel suo intervento al Teatro Regio, il presidente ha insistito sul fatto che il presente non può consumare il domani, mentre l’attenzione per biodiversità e agricoltura deve diventare una scelta collettiva.


Il nodo della pace passa dal cibo

La parte più netta del discorso ha riguardato il rapporto tra produzione alimentare e conflitti. Mattarella ha parlato di una “grande alleanza” e di una comunità del cibo chiamata a lavorare per la pace nel mondo, sottolineando che in tempi difficili non bisogna smettere di seminare.

Il capo dello Stato ha richiamato anche Carlo Petrini e Papa Francesco, collegando il messaggio di Terra Madre alla visione dell’enciclica Laudato Si’. In questa lettura, il cibo non è un terreno di scontro ma uno strumento di incontro, mentre la sua disponibilità finisce sempre più spesso per essere trascinata dentro le guerre.


Agricoltura e biodiversità come beni decisivi

Nel passaggio dedicato all’ambiente, Mattarella ha indicato l’agricoltura come un settore da proteggere e rafforzare. Ha richiamato l’articolo 9 della Costituzione, che tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi anche per le generazioni future, e ha definito la biodiversità un elemento essenziale per la sopravvivenza umana.

Il presidente ha spiegato che la varietà genetica ha permesso lo sviluppo del genere umano nel corso dei secoli, ma può essere erosa fino a compromettere la vita stessa se manca responsabilità. Per questo ha invocato politiche nazionali e internazionali capaci di attribuire a questa ricchezza il valore che merita.

Ha poi elencato i segnali che considera già evidenti: omologazione di colture e culture, desertificazione, mutamenti climatici e riduzione accelerata di specie animali e vegetali. A suo giudizio, si tratta del tema centrale della sostenibilità, decisivo per chi guarda al futuro di figli e nipoti.

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Petrini, il Piemonte e la scuola come legame

Sul palco è intervenuto anche Alberto Cirio, che ha ricordato Petrini come una figura ancora presente nel dibattito contemporaneo. Il presidente della Regione Piemonte ha osservato che oggi si parla ovunque di cibo e sostenibilità, temi che Carlin aveva già posto con largo anticipo. Ha poi spiegato il senso di Slow Food come equilibrio tra “buono”, rispetto dell’ambiente e attenzione alle persone, oltre al ritorno ai tempi della natura.

Cirio ha ringraziato Mattarella per la vicinanza mostrata al Piemonte in momenti diversi, dalla tragedia di Brandizzo alle visite al Sermig e al centro di ricerca di Candiolo. Dopo la cerimonia, il presidente della Repubblica si è fermato in piazza Castello allo stand di Slow Food per incontrare i produttori dei Presìdi presenti a Terra Madre, tra gli applausi del pubblico, e nel pomeriggio ha chiuso la visita torinese all’Istituto di Candiolo.

Anche Stefano Lo Russo ha scelto di leggere l’appuntamento come un segnale politico e civile. Il sindaco di Torino ha detto che la città decide di guardare la realtà senza filtri, riconoscendo nelle differenze una ricchezza e nella cura reciproca un dovere condiviso.

Lo Russo ha aggiunto che Terra Madre mostra come culture e storie diverse possano incontrarsi senza che nessuno perda la propria identità. Ha infine richiamato le parole del presidente sulla scuola, definita aperta a tutti e chiamata a unire, non a erigere barriere, come gesto coerente con la Costituzione e con l’idea di un futuro comune.

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