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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Matrimoni in Val di Susa, la tassa divide: ricorso in arrivo

La decisione adottata in Val di Susa potrebbe finire davanti a un giudice.

La decisione adottata in Val di Susa potrebbe finire davanti a un giudice. Alcuni avvocati si preparano infatti a impugnare il nuovo balzello, che aumenta di 1.000 euro il costo della celebrazione quando uno degli sposi è straniero.

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La misura finisce nel mirino

La contestazione riguarda una tariffa introdotta da tre amministrazioni della valle: Claviere, Pragelato e Sestriere. Il provvedimento distingue quindi il costo del matrimonio in base alla cittadinanza di almeno uno dei due futuri coniugi.

Proprio questa differenziazione ha spinto i legali a valutare un’azione formale contro la scelta dei Comuni. Al momento non risultano indicati gli eventuali tempi del ricorso né l’organo davanti al quale verrebbe presentato.

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Altri Comuni possono accodarsi

L’applicazione della tariffa non è limitata, almeno per ora, ai tre centri che l’hanno già adottata. Altre amministrazioni della Val di Susa potrebbero infatti decidere di seguire la stessa strada.

La vicenda resta dunque aperta su due fronti: da una parte l’estensione della misura ad altri Comuni, dall’altra l’iniziativa degli avvocati intenzionati a verificarne la legittimità. La decisione, resa nota il 17 ottobre 2026, ha già aperto il confronto sul costo delle celebrazioni per le coppie con uno sposo straniero.

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